Cronache di guerra civile

Riportiamo due articoli di cronaca sulle operazioni di repressione della ricolta maoista in atto in Jharkhand e ngli sti vicini, In particolare uno dei due articoli presenta lìoffensiva nello stato del West Bengala.

Riteniamo importante restare aggirnati su questi temi perchè rappresentano il principale problema attutal dei territori in cui operiamo. Chi avesse informazioni in merito o comemntisiamo lieti di dargli spazio. Invitiamo che legge perla prima volta consultare lo storico delle notizie inserite negli ultimi mesi per capire la drammaticità della situazine in corso.

Buona lettura.

da Times of India

I am not against anti-Maoist operation, says Shibu Soren
IANS, 22 January 2010, 06:35pm IST

http://timesofindia.indiatimes.com/india/I-am-not-against-anti-Maoist-operation-says-Shibu-Soren/articleshow/5489063.cms

Traduzione libera per uso inteno a cura di Lucia S.

SHIBU SOREN SOSTIENE: NON SONO CONTRO L’AZIONE ANTI-MAOISTA.

Ranchi: venerdì, Shibu Soren Primo Ministro del Jharkhad sostiene di non essere contro l’operazione speciale anti-Maoista, Green Hunt, tuttavia e alla ricerca di uno spiraglio per aprire un dialogo coi ribelli.
“Non ho niente contro Green Hunt. Le operazioni stanno andando avanti nel Jharkhand”, riferisce Soren ai giornalisti.

“Ho chiesto ai Maoisti di cessare il massacro, esortandoli a cercare il dialogo. Vogliamo sapere cosa vogliono realmente da noi. Perché sono contro di noi.”

Alla domanda sulle motivazioni per la sua assenza al meeting avutosi tra i primi ministri e il Ministro degli Interni P Chidamabram a Raipur, Soren risponde che la riunione era per soli tre stati.

L’affermazione arriva proprio quando la polizia di stato dichiarava di star approntando una operazione speciale contro i ribelli.

Neyaz Ahmad, direttore generale di polizia dello Jhakhand (DGP), presente alla conferenza insieme al Segretario di Stato JB Tubit, afferma che “Il 70-75% del lavoro per l’operazione contro i maoisti sono ormai completate. L’intervento interesserà diversi aspetti,”.

Alla richiesta di quale sia stata la ragione del ritardo, Ahmed risponde che: “Le elezioni dell’assemblea ha rallentato la preparazione. Ma adesso siamo di nuovo al lavoro”.

Il capo della polizia dello Jharkhand e il segretario di stato hanno convocato una conferenza stampa per chiarire la confusione riguardo all’operazione proposta dal governo centrale, chiamata Green Hunt.

Tubid dice che il primo ministro S,Soren ha “aperto uno spiraglio al dialogo (coi maoisti) offrendo ai ribelli di farsi avanti per cercare un chiarimento. La mossa del primo ministro non significa che il governo centrale è clemente o morbido rispetto ai rivoluzionari.”

“Non c’è assolutamente un cambiamento della politica del governo contro i maoisti. Le politiche governative sono le stesse di un anno fa”, continua Tubid.

Egli aggiunge: “noi non siamo a conoscenza di nessuna terminologia del Green Hunt. Le operazioni si stanno svolgendo come di norma in Jhakhand”.

Il segretario di stato del Jharkhand. ha chiarito che lo schieramento delle forze per l’operazione è stata fatta come in passato.

Dopo che S.Soren prese il comando dello stato, lo scorso dicembre, c’è stata confusione riguardo alle operazione speciale contro le guerriglie dei maoisti.

Nel mentre, a Raipur il ministro degli interni P. Chidambaran disse che gli stati hanno convenuto di coordinare l’azione contro le guerriglie maoiste e lo scopo del governo centrale era riconfermare la sua autorità anche nei bastioni dei ribelli.

“(il nostro fine è) riaffermare l’amministrazione civile, e lo sviluppo nelle aree dominate da diversi anni dai Naxalites (maoisti)”, afferma Chidabaram dopo un meeting con i maggiori funzionari di Orissa, Maharashtra e Chhattisgarh.

Quando gli viene chiesto di fornire una spiegazione rispetto alla scelta del governo di Shibu Soren e la sua decisione di adottare un approccio morbido, egli dice “C’è un nuovo governo in Jharkhand, e il 28 gennaio avrò un incontro a Delhi col capo ministro e altri ufficiali per discutere la questione”.

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da Times of India

Showdown in jungle war
TNN, 9 February 2010, 02:44am IST

http://timesofindia.indiatimes.com/city/kolkata-/Showdown-in-jungle-war/articleshow/5550305.cms

taduzione libera per solo uso interno a cura di Michele V.

Prova di forza nella guerra nella giungla

Dopo un assalto da "caccia nella giungla" di poche settimane fa, si pensa che la guerriglia Maoista sia in ritirata, attraverso tutto il Bengala, in Jarkhand e Orissa; grazie alle operazioni di rimozione persistenti e coordinate delle forze di sicurezza.
Dotate di una nuova strategia di combattimento, "BLACK" (dividere le fazioni Maoiste, controlli di polizia localizzati, forze armate del partito comunista governante, coordinamento tra agenzie statali e istinto di uccidere ), le forze di sicurezza sono fiduciose di riuscire a estirpare la minaccia Maoista.

Dovendo fronteggiare a una guerrra di sopravvivenza, la brigata rossa, logorata da battaglie sempre più intense con le forze di sicurezza, sta rapidamente cambiando tattica e preparando le sue forze speciali per il nuovo stile di guerra.
E' stata una battaglia terribile ed estenuante per lo spirito delle forze di sicurezza. Fronteggiando imboscate ad ogni angolo, aspramente criticati per i lenti progressi e osteggiati da una amministrazione incerta, i soldati hanno tenuto duro e lentamente e senza clamore hanno attaccato e indebolito la rete Maoista.

"Andare avanti era dura ma siamo riusciti a guadagnare una posizione di vantaggio dopo sette mesi di operazioni." ha dichiarato un ufficiale, facendo notare che nelle ultime settimane sono più volte andati vicini a catturare Koteswar Rao alias Kishanji, l'ufficiale in capo delle forze Maoiste. "ogni volta è scappato per un pelo e con grande fortuna. Gli stiamo dando la caccia e l'abbiamo costretto a fuggire, lasciare i suoi accampamenti, effetti personali, armi e persino il portatile" ha detto.

Questo è anche il modo in cui la polizia ha arrestato il leader del PCPA( People’s Committee against Police Atrocities= comitato contro le violenze della polizia) Chhatradhar Mahato nel settembre scorso. Ora, il bersaglio è Kishanji.
"Durante l'ultimo mese, non è passato un giorno senza che arrestassimo qualche miliziano, simpatizzante o collegamento, da cui abbiamo ricavato importanti informazioni sull'organizzazione e sui loro capi," ha dicihiarato un ufficiale di IPS (indian police service), che gioca un ruolo chiave nelle operazioni anti maoiste in bengala. " siamo riusciti a infrangere l'immagine 'elusiva' di Kishanji. Abbiamo persino sue foto e otteniamo costanti aggiornamenti circa i suoi nascondigli,

I maoisti hanno ucciso più di 130 persone nello Janglmahal nel 2009. " ma non vi è stata alcuna uccisione dal 7 gennaio, a causa della pressione della polizia" ha dichiarato Kuldiep Singh, ispettore generale della Western Bengal police.
Diversamente dalla prima parte dell'operazione, la polizia sta ora effettuando raid con informazioni precise. Precedentemente, era concentrata solo sul controllo del territorio senza ordini precisi, cosa che ha aiutato i Maoisti a continuare la loro mattanza. " All'inizio, non potevamo entrare nei villaggi dopo il tramonto per paura delle imboscate. Ora serpeggiamo nelle foreste più intricate e al buio perchè le nostre truppe si sono abituate a questo ambiente e terreno." Ha specificato un ufficiale sul campo.

Nel giugno 2009, quando è stata lanciata l'operazione, una vasta parte del Jangalmahal che si estende su tre distretti del Bengala : -West Midnapore, Bankura e Purulia- era sotto assedio.
Più di 2500 km quadrati divisi in sette blocchi: Binpur-I, Binpur-II, Salboni, Jamboni, Sarenga, Ranibandh e Bandwan — erano isolati dal resto dello stato.
Nessuna agenzia amministrativa, inclusa la polizia, vi ha avuto accesso per più di otto mesi, dopo l'insurrezione tribale di Lalgarh nel novembre 2008. La polizia era stata forzata a lascaire le sue basi e i suoi campi dal PCPA controllato dai Maoisti, costituitosi poco dopo l'imboscata al convoglio del Chief Minister. Adesso, sembra che il vento sia girato.