In questa sezione puoi sfogliare e leggere i diari di viaggio.
Simona, accompagnata dalla fida Gessica, in questi giorni è a Ranchi.
Per chi non la conoscesse bene, Simona fa parte del direttivo, e la responsabile del gruppo medico ed è la responsabile del nuovo e attivo gruppo della Valsesia.
Inoltre grazie a Simona abbiamo avuto i primi contatti con la comunità di Kokar dove in questo momento Yatra ha attivo il dispensario medico, sostiene le spese della mensa per i bimbi della scuola e collabora al funzionamento della scuola (classi dalla prima alla settima) tramite il progetto scuola-sostegno a distanza.
Per fortuna c'è lei a Ranchi in questo momento non facile per i progetti: la nuova organizzzine di giugno sta inevitabilmente scontrandosi con i primi problemi di coordianmento e di gestione. La sua presenza ci aiuterà nel cercare le giuste soluzioni.
Simona siamo con te, con Gessica e con il superiore dei Padri dottrinari anche lui in questi giorni a Ranchi.
Ne approfittiamo anche per inviare il nostro incoraggiamento alla comunità delle suore di Kokar, in particolare a Sr. Kumudni, per le nuove importanti collaborazioni avviate.
Ecco le pagine del loro diario di viaggio
Ed eccomi di nuovo a Ranchi, in effetti è un po' come essere tornata a casa, essendo ormai il quarto viaggio!
E' stato bello rivedere tutti i vecchi amici e conoscere tanta gente nuova, siamo arrivate solo ieri mattina ma mi sembra di essere qui da un tempo “indecifrabile”.
Ieri, dopo la calda accoglienza a Khora Tholi con i canti dei bimbi della scuole delle suore della carità, che ci hanno attese nonostante il ritardo dell'aereo, eccoci subito immerse nella vita di ... Yatra. Neanche disfatta la valigia e iniziano le visite, il primo è il Dr Samir, che passa a salutarci prima di andare al dispensario di Khumar Tholi, poi la lotta con il computer Sr Kumudni, prontamente vinta da noi che ora abbiamo un collegamento internet e skype funzionante e infine una deliziosa cenetta indiana insieme a tutte le sorelle, ormai 35, e il meritato riposo!

Stamattina ho potuto conosce Anju, una delle nostre infermiere, e dato che essendo festa Indu la scuola era chiusa, abbiamo deciso di andare con Anju e Sr Asrita per il quartiere a visitare le famiglie (come potete vedere nella foto), per far conoscere il dispensaio. Loro lo fanno due volte a settimana, hanno già percorso tutto il quartiere e si stanno spostando in quello vicino.
La gente era felice, ci ha sempre accolti con calore e ha preso il volantino con gli orari del dispensario (sul quale ho scoperto c'è ancora la mia foto... ormai sarò tra i visi più conosciuti di tutto il quartiere!!!!). Anju dice che da quando vanno a visitare le famiglie viene molta più gente in ambulatorio.
Poi nel pomeriggio abbiamo ricevuto la visita di sanjaya, il responsabile del centro computer, che abbiamo prontamente sfruttato per qualche consulenza...
Non poteva poi mancare una visita a sr Maria Cielo, cara amica fin dal mio primo viaggio a Ranchi e poi un rapido saluto ai CDF, dove entrando abbiamo conosciuto le altre infermiere, Aghata e Dolly, la Dr Biba, salutato le sarte ancora presenti al Cilai Centre, promettendo una visita domani con più calma, per poi rientrare a Kokar con Padre Gian Mario e Padre Binay che hanno condiviso con noi la Messa e la cena.
E ora... Buonanotte a tutti!!!
Terzo giorno a Ranchi, il senso di disorientamento non è ancora svanito del tutto, ma le Sorelle con la loro ospitalità e gentilezza ci stanno aiutando ad orientarci nella realtà del quartiere e della vita di Yatra.
Questa mattina dopo una breve visita al dispensario di Khorhatoli dove Simona si è resa disponibile per una medicazione, abbiamo partecipato per un attimo alla vita scolastica dei bambini.
La loro vivacità riempie le aule, dona allegria a tutto l'ambiente.
Se inizialmente, ad accoglierci c'era un po' di timidezza, presa confidenza ci richiedevano tutta la nostra attenzione, volendo essere i protagonisti delle nostre fotografie.
Per me è il primo viaggio a Ranchi , ed oltre a questa sensazione di tempo indefinito precedentemente riportata da Simona, sento anche una profonda tranquillità. In certi momenti sembra quasi di essere fuori dal mondo: è una sensazione stranissima.
In questo luogo, tra queste mura, mi sento investita soprattutto da molta semplicità. C'è umiltà in tutti i gesti, nel modo di giocare dei bambini, nel richiedere attenzione e nel loro mettersi in fila aspettando di riempire il piatto nella pausa pranzo.
Sono contenta di questa esperienza, ogni giorno è un'occasione per scoprire nuove cose e fare nuovi incontri.
Un saluto
Notte,
Gessica

Oggi ci siamo recati a Jareya dove, insieme a padre Gianmario e a padre Arun, abbiamo fatto visita alla nuova struttura in cui attualmente risiede la scuola e a breve, si aggiungera’ anche il dispensario del Villaggio.
Ad accoglierci tanti immensi occhi stupiti nei quali si leggevano un’infinita’ di interrogativi.
Sono I bimbi del villaggio, che poco abituati a vedere visi stranieri, ci guardavano con timidezza e curiosita’.
Il loro modo di darci il benvenuto e’ sempre unico, pieno di sincerita’ ed entusiasmo.
Per il nostro arrivo hanno organizzato una piccola festa, dove hanno cantato e fatto dei balletti.
Cio’ che lascia davvero meravigliati e’ il loro entusiasmo per la vita, il loro modo di offrire tanto senza chiedere nulla indietro: tutto questo e’ talmente grande che abbaglia.
Oggi, mentre avevo tutti quei bimbi davanti a me e ad un certo punto mi sono commossa: ho guardato il loro viso mentre pregavano e vi ho visto un impegno ed un abbandono oggigiorno raro da rintracciare tra noi grandi. Il commento di Padre Gianmario e’ stato: e’ la loro forza e la loro convinzione che ti insegnano a pregare. In effetti il loro atteggiamento apre il cuore.
Anche questa giornata si e’ rivelata molto ricca e piena di emozioni e sento di voler scrivere un GRAZIE a tutti quelli che mi stanno accompagnando o che mi sono vicine in questo viaggio.
Un saluto
Gessica




Oggi giornata di shopping... e sono più stanca dei giorni scorsi... sarà che mi sono rilassata un po' dopo una serie di frenetiche riunioni? O sarà il grande casino che c'è a Ranchi? Rispetto a due anni fa, il mio ultimo viaggio, la città è molto più trafficata, camminare per le strade è quasi impossibile, l'aria irrespirabile.
In compenso io e Gessica abbiamo deciso di prenderci due giorni di vacanza veri, mercoledi sera prenderemo il treno per Benares e sabato mattina saremo nuovamente a Ranchi... sempre che non ci perdiamo... Ma le nostre mamme adottive hanno già provveduto ad attivare un Padre che abita là e che parla italiano, così verrà a prenderci e ci ospiterà giovedi notte.
Stasera relax, le sorelline stanno provando i canti per domani e ci allietano con la musica, però adesso vado a dormire, perchè la sveglia sarà alle 4.15! Non possiamo certo perderci la Messa dove cantano loro.
Quindi: buonanotte a tutti!
Simona


Eccomi qui, non mi sono scordata di voi, ma ieri ho fatto domenica anch'io!
Cioè ho oziato tutto il giorno, anzi non proprio perchè le sorelline ci hanno fatto lezione di Indi! E incredibile ma vero la gente mi capisce quando leggo le 4 domande che ho imparato a fare, peccato che io non capisco la risposta...
Comunque oggi abbiamo ricominciato la settimana, questa mattina con una toccante visita a Indira Nagar, il villaggio dei lebbrosi. Si è ingrandito molto rispetto a due anni fa, anche perchè arriva gente anche da lontano per abitarci. E' ben tenuto, le strade sono pulite e ordinate e la gente ci accoglie come sempre con un sorriso. Abbiamo portato dei dolci per i bambini della scuola, sono 90, ci sono le classi dalla I alla V, ci accolgono con canti e ghirlande, dopo il consueto lavaggio della mani.
Poi passeggiamo per le vie del villaggio, per me ormai familiare, per Gessica un'esperienza intensa. La gente ci saluta, ci stringe la mano, accetta volentieri le foto, qualcuno ci chiede di mandargliele.
Ad un certo punto troviamo una madre che fa il bagnetto al suo bimbo, un bellissimo quadretto in mezzo a tanta sofferenza. Nel frattempo ci passa accanto un uomo ormai senza gambe che si muove solo con le braccia trascinandosi a terra... non servono le parole, credo bastino le immagini... Infine ecco anche due anziane signore, una che guida, tenendola per il bastone, l'altra che non vede ormai più.
Torniamo a casa con queste persone ancora nel cuore, verrebbe voglia di aiutare tutti ma non si può, però il loro sorriso, nonostante tutto gioioso ci ha accompagnate per tutto il giorno.
La giornata si è conclusa con una piacevole cena da Sr Maria Cielo, che per l'occasione è riuscita a farci trovare le cotolette al vino bianco!!!
Ora però sarà meglio che vada a dormire, al prossimo aggiornamento!
Simona



Ciao a tutti,
in realtà non ho grandi cose da scrivere oggi, la mattinata è volata via fra una riunione e l'altra e il pomeriggio ci siamo immerse nel mercato a cercare stoffe e regalini, dato che per Gessica era l'ultimo giorno disponibile...

Però ho per voi una foto sensazionale, attenzione attenzione:
“GRANDE PERFORMANCE DI UN SESSANTENNE!!!!”

Un saluto a tutti i nostri lettori anche da Padre Gianmario che come vedete sta insegnando nuovi giochi ai divertiti bambini di Jareya.
Simona
Credevate ci fossimo scordate di voi e in realtà... ci abbiamo provato... ma solo per tre giorni. Ci siamo concesse una piccola vacanza a Varanasi, ci voleva dopo dieci intensi giorni, anche perchè lunedì Gessica tornerà in Italia e non potevo certo lasciarla partire senza un “pellegrinaggio” alla città sacra per gli Indù. Le abbiamo anche suggerito un “bagno” purificatore nelle acque del Gange ma l'idea non l'è piaciuta... sarà perchè a pochi metri cremavano i morti...?
Comunque l'avventura è iniziata mercoledi sera, alla stazione del treno, quando sr Kumudi e sr Jayanti insieme al driver Vijay ci hanno caricate sul treno (per fortuna perchè già con loro è stata un'impresa capire qual era quello giusto...) accompagnandoci fino alle nostre cuccette. Il viaggio sarebbe stato anche confortevole, peccato che il finestrino non stava chiuso... e ogni tanto si apriva anche la porta.... per cui abbiamo trascorso una piacevole notte dentro un freezer... coprendoci con le poche cose che avevamo a disposizione... e al mattino ci siamo svegliate decisamente infreddolite.
Arrivate a Varanasi, con le classiche 2 ore di ritardo, ci aspettava Padre Alok, che ci ha portate a fare una bella colazione in pasticceria... con un pasticcino al cioccolato le forze sono tornate ed eccoci pronte a girare la città! (dopo l'obbligatoria siesta indiana).

Abbiamo iniziato con la visita alle aree buddiste, in primis abbiamo fatto tappa in un tempio edificato dai giapponesi, al centro del quale era collocata una enorme statua del Buddah secondo la posizione sacra in cui morì. La seconda visita ha toccato un altro tempio di origine cinese... gli edifici di culto buddista presentano all'incirca le stesse caratteristiche architettoniche e gli interni sono sempre molto sfarzosi.

La nostra visita è proseguita a Sharnat nel luogo dove il Buddah per la prima volta ha predicato in pubblico... qui la nostra “guida” si è dilungata in dettagli, descrivendoci molto bene la vita e la storia del Profeta.

E così, sul finire del giorno, certo non potevamo rinunciare a dare una piccola occhiata al tanto magico Gange... guidati da padre Alok siamo riuscite (con un avventuroso viaggio in rikshow) a portarci in uno degli innumerevoli ghat che caratterizzano Varanasi e qui indovinate, indovinate...c'era una festa Indù...gente ovunque, musica, danze, colori:un'esplosione di vita!! La stanchezza però ad un certo punto ha prevalso sulla curiosità e, anche se a malincuore, abbiamo salutato il mistico fiume e deciso di ritornarci il giorno dopo.

Dopo una notte di tanto atteso riposo, la mattinata si preannuncia ricca di curiosità... è tanta la voglia di tornare a scoprire ciò che rende così unico e speciale il fiume che attraversa la Città Indù... dopo aver attraversato a piedi viette, sicuramente molto caratteristiche, ci troviamo in cima ad un ghat... la scena che si para davanti agli occhi ha sicuramente dell'incredibile, fa quasi sorridere... da una parte troviamo famiglie che piangono i loro cari e li cremano sopra enormi cataste di legna per poi buttare le ceneri nel fiume... più avanti una donna fa tranquillamente bucato, di fianco alcuni bambini sguazzano nell'acqua e poco più in là c'è chi pensa bene che oggi è giornata di bagno.... che dire: sbalorditivo!!
L' India sotto certi aspetti ha davvero dell'incredibile... non si smette mai di meravigliarsi di fronte a nulla... forse è proprio in questo che sta tanta della sua magia.
Purtroppo è arrivata presto l'ora di risalire sul treno, così rieccoci in stazione, pronte ad affrontare un affollato scompartimento e a dividere in 5 il sedile con 3 posti... ma questo rientra nella norma qui...

Così torniamo a Ranchi, sempre con le nostre 2 ore di ritardo, e dopo una lauta colazione e un super caffè all'italiana, eccoci in macchina per recarci al Villaggio natale di Sr Kumudni, dove ci hanno accolte una serie di nipotini, i due fratelli con le famiglie e suo Padre. Con loro abbiamo condiviso la pace e il silenzio della campagna, che dopo 13 giorni di città ci è sembrata un paradiso, e un pranzo col buonissimo riso che coltivano loro, mangiato rigorosamente con le mani... tra le risate di tutti.
Purtroppo si è fatta sera e i doveri ci richiamavano in città, ma internet non ci ha concesso di mandarvi notizie fino ad oggi...
Un saluto a tutti
Simona e Gessica

Buonasera a tutti, purtroppo da oggi sarò sola a scrivervi, Gessica è ripartita per l'Italia.
Oggi siamo andate in aeroporto ad accompagnarla, dopo la classica lotta con le valige, perchè tra acquisti, regali, spesa per la cena indiana di Yatra Valsesia, oggetti vari da portare in Italia, il peso e la dimensione dei bagagli è andato vertiginosamente aumentando. Ma ormai l'abilità a sfruttare anche i minimi spazi nelle valige ha prevalso e con qualche accorgimento eccola pronta a superare il check-in.
Dopo averla salutata mentre camminava verso l'aereo andiamo a prendere Nilima, una delle manager della sartoria, per recarci insieme alla “MELA” (fiera) di Murabadi.

Si aggrega a noi anche sr Kumudni ed insieme iniziamo a girare fra gli stand, c'è di tutto, dal cibo alle stoffe.
Nilima sceglie i tessuti, per quelli destinati a kurta per l'Italia mi fa scegliere fra varie stoffe quelle che secondo me rispecchiano il gusto italiano, mi chiede cosa indossiamo, intanto osserviamo la fiera. Dice anche che sarebbe bello ci fosse uno stand del nostro Silai Centre, magari in futuro chissà...

Intanto si fa sera, così rientriamo, lei domani partirà per Bangalore, io e Sr Kumudni rientriamo a casa, ceniamo e poi ci dedichiamo al computer... ma sorpresa... arriva in stazione il nostro autista-custode, Vijay, a quest'ora non si trovano né tempo né rickshow e allora eccoci pronte, io alla guida e sr Kumudni, coraggiosa, di fianco a me! Così la giornata si conclude con l'emozione di provare a guidare a Ranchi... (per fortuna con poco traffico!)
Buona notte a tutti!
Simona (e Kumudni che è qui con me e mi sopporta pazientemente)
ITALIANO-ENGLISH-INDI-ENGLISH-ITALIANO.... che confusione...
Ma tra una lingua e l'altra ci si capisce lo stesso, così Padre Gian Mario stamattina ha pensato di sostituire il maestro della little school e ha iniziato a fare lezione ai bambini...
peccato non averlo immortalato mentre scriveva alla lavagna e i bambini attenti, guardavano i suoi disegni!!
Così ormai preso dall'Indi, ecco che per parlare con me chiede, parlando in italiano, a Padre Binay di tradurre ... non so bene in che lingua... Tutti ridono mentre P. Binay lo guarda e gli chiede perchè non mi parla direttamente...
Che confusione, ma è bello che sia così!
Oltre alla confusione di lingue c'è anche quella di ruoli, ecco che salgo al Silai Centre e trovo un “nuovo” sarto, che potete ammirare sorridente nella foto! Il nostro informatico Sanjaya che in mezzo alle divertite sarte si aggiusta una camicia!
Intanto fra un saluto e l'altro arriva per Padre Gian Mario l'ora di partire, dispiaciuti lo salutiamo, sentiremo tutti la sua mancanza.

Nel pomeriggio ecco che con Padre Arun, Sister Kumudni e l'immancabile driver Vijay ci rechiamo a far visita ai Fratelli di Madre Teresa che a Ranchi hanno una casa dove vivono 27 persone disabili, tra cui qualcuno con problemi mentali.
Chiacchieriamo con il simpatico Brother, andiamo a salutare i ricoverati, ammiriamo quanto riescono a fare nella loro povertà, soprattutto ammiriamo la serenità e il sorriso con cui lo fanno.
Speriamo di poter collaborare con loro in futuro in qualche modo.
Ormai è sera, torniamo a casa, parliamo a lungo con il Dr Samir che ha appena finito l'ambulatorio, confrontandoci su alcuni problemi e accordandoci per il Camp di domenica.
Finalmente è sera, ma invece di una sana dormita mi aspetta un “riposante” direttivo on line! Per cui vi saluto tutti.
Simona

Il tempo sta davvero volando, mi ricordo della data solo quando vi scrivo e il 29 è sempre più vicino... se penso che fra una settimana non sentirò più i clacson di Ranchi e le risate e i canti dei bimbi della scuola mi viene un po' di nostalgia...
Scherzando ho detto a Padre Arun e a Sr Kumudni che non vedranno l'ora di mettermi sull'aereo e spedirmi a casa, visto che li faccio correre per tutta Ranchi tutti i giorni...
Oggi non ho grandi cose da raccontare, stamattina siamo andati a ritirare i farmaci per i dispensari e per il camp che ci sarà domenica e anche il glucometer che era finalmente arrivato. Ovviamente bisognava provarlo, così offre molto volontariamente il suo dito Vijay, l'autista delle sisters che ormai mi accompagna ovunque, ogni tanto ci capiamo anche,lui prova a dire 2 parole italiane e io 2 in Indi... e regolarmente il discorso finisce in una risata.

Poi abbiamo trascorso il resto della giornata con le nostre sarte del Silai Centre, guardando i loro prodotti, ascoltandole e ad un certo punto ecco che mi trovo sr Kumudni seduta a ricamare una bomboniera sotto l'attento occhio di Tara e Br Punit che tiene a bada un gruppo di ricamatrici...


Così dopo l'esempio di Sanjaya vedo che gli allievi del Silai Centre aumentano! Alla fine mi sono seduta davanti alla macchina da cucire anch'io, di solito maneggio altri tipi di aghi ma non potevo essere da meno rispetto agli altri!

Domani invece sono stata invitata ad un pic-nic con i bimbi della Little School, vi racconterò tutto domani sera.
Un salutone
Simona
PIC-NIC DELLA LITTLE SCHOOL
Oggi sono stata invitata a partecipare al pic-nic dei bimbi della nostra Little School, stamattina alle 7.30 è iniziato il raduno davanti alla scuola, voci di bimbi allegri, corse, giochi in attesa della partenza che si faceva attendere.
I bambini iniziano a familiarizzare con me, vengono in braccio, mi prendono per mano, mi parlano e anche se dico che non capisco continuano lo stesso, guardandomi delusi in attesa di una risposta.


Finalmente alle 9.30 eccoci sul bus, 90 bambini in uno spazio forse per 50, ma qui ci si stringe senza problemi.
Arriviamo a Ormangi, dove c'è uno zoo e iniziamo a passare davanti alle recinzioni dove possiamo ammirare diversi tipi di uccelli, leoni, leopardi, scimmie, coccodrilli,elefanti, orsi, ecc

I bambini strillano felici, osservano gli animali, mi trascinano per mano da una gabbia all'altra, finchè arriviamo al bordo di un lago. Qui c'è la possibilità di fare un giro in barca, sul pedalò, così il nostro Preside Kamal si attiva ed ecco che un gruppetto per volta tutti i bambini fanno la gita sull'acqua.

Intanto arriva il pomeriggio e ancora non abbiamo pranzato, ma sul bus c'è di tutto, riso, dal, pollo, verdure, frutta... così in men che non si dica i maestri approntano un ristorante con servizio “al tavolo”e tutti possono mangiare.
Ovviamente dopo pranzo c'è stato l'attacco alle giostrine, e non contenti hanno voluto farle provare anche a me e agli insegnanti.... così eccoci in cima agli scivoli, sulle altalene, su una giostra girevole (da cui mi hanno fatto scendere che camminavo come un'ubriaca fra le risa di tutti).

Purtroppo è arrivata anche l'ora di tornare a casa...
Un saluto a tutti
Simona
JAREYA DISPENSARY: INAUGURAZIONE O FREE MEDICAL CHECK UP?
Ciao a tutti, scusate per il lungo silenzio ma le ultime cose da fare prima del mio rientro in Italia (ormai vicino...) sono molte e il tempo vola....
Però stasera devo proprio raccontarvi dell'Inaugurazione del Dispensario a Jareya.

Nei pressi del villaggio di Jareya, come già saprete, i Padri Dottrinari hanno acquistato un terreno dove attualmente è stata costruita una piccola scuola, inaugurata a luglio e dove già da qualche anno si parlava di aprire un dispensario, una volta che fossero stati ben avviati quelli già presenti a Kokar e Khumartoli.
Quel giorno è arrivato, i Padri hanno messo a disposizione un locale che nei giorni scorsi abbiamo attrezzato e oggi è stato ufficialmente inaugurato il dispensario che si pensava di aprire da domani... ma ecco che, appena tagliato il nastro e aperta la porta, ecco che la gente si riversa dentro e si mette in fila davanti al Dr Samir a cui resta scelta... così inizia le visite... così invece del rinfresco ha avuto l'onore di 31 pazienti!!!!

Mi sembra un ottimo inizio, la gente ha detto che era molto felice perchè l'ospedale è lontano, i bambini, ormai abituati a venire a scuola, si sono fatti controllare senza paura, anzi incuriositi, mettendosi anche in posa per le foto.
Mentre dottore e infermiere lavoravano (e io facevo come sempre il fotoreporter...) fuori veniva distribuito un pane e un dolcetto a bambini e adulti.

Ridendo ha detto al Dr Samir che l'avevamo ingannato organizzando un “Jareya free medical check up” !
Che dire... nulla, parlano le foto.
Buona notte
Ormai c'è aria di partenza, ma la giornata è stata come sempre intensa, non mi sembra vero che domani a quest'ora sarò in volo per l'Italia...
Stamattina al Computer Centre sono stata invitata da Sanjay a partecipare alla consegna dei diplomi alle studentesse che avevano terminato il corso, così anche oggi mi è toccato fare un discorso... sono quasi diventata brava in questo mese...

Dopo sono scesa in sartoria per la classica foto di gruppo e ... la giornata si è conclusa con un bel match tra Sr Kumudni e Br Punit!!! E' il nuovo modo per provare la resistenza dei guantoni da cucina!!

Un saluto a tutti e a risentirci in Italia, ora lascio la parola ai nostri nuovi coordinatori che vi scriveranno sulla pagina di Ranchi!!!
Simona

Rath thodi ne vesh ja ja
"La notte è breve prepara la valigia". E' un proverbio indiano che invita a tenere sempre alta l'attenzione verso il viaggio, a non fermarsi.
E così il 22 gennaio un altro volontario e membro del direttivo Yatra, Riccardo Restivo, partirà per Ranchi .
Ma la novità dell'ultima ora è che Padre Paolo, con Padre Sergio, sarà presente dal 12 gennaio a Ranchi.
L'esperienza pluriennale di Paolo potrà aiutare Riccardo a raggiungere lo scopo di questo viaggio: consolidare il compito di coordinamento di Sr. Kumudni e di Punit dei vari progetti avviati in India e iniziare verso una sempre più desiderata autonomia.
Si veda l'allegato contenente il verbale del direttivo per maggiori dettagli.
Vivremo con loro come sempre questa esperienza seguendoli dall'Italia con ansia, nella speranza di potere essere utili in questo cammino di affiancamento anche se molto molto lontani.
In Italia continuano le varie attività di raccordo e molte nuove idee, soprattutto dall'effervescente neonato gruppo della Valsesia, sono in discussione.
Personalmente ritengo che dovremmo riuscire a risolvere come associazione il dilemma fra il supporto dei progetti e la loro gestione. Questa decisione ci permetterebbe di affrontare con maggior serenità i problemi che quotidianamente ci rimbalzano dall'india.
Ecco le pagine del loro diario:
Carissimi,
eccomi di nuovo a Ranchi, come annunciato nel precedente editoriale.
Sarò qui per pochi giorni, che già scorrono velocissimi, insieme a p. Sergio che vi saluta con affetto, e l'ottimo inizio mi riempie di entusiasmo e di gioia. L'accoglienza è stata commovente, ieri sera da parte dei confratelli e dei giovani della comunità, oggi quasi ininterrottamente dagli amici lasciati quasi due anni fa.
Ieri il viaggio è stato stancante, come sempre, arricchito da 8 ore di ritardo per il volo interno da Delhi a Ranchi, ma è stato anche l'opportunità per ripassare un po' di hindi chiacchierando con membri della security degli aeroporti, provenienti dalla zona di Ranchi.
I nostri amici della Little School, del Silai Centre, del Yatra Computer Centre, dei Dispensari, ci hanno aspettati fiduciosi fino a tardo pomeriggio, costretti però a rientrare senza averci salutati perché ormai eravamo dati per dispersi. Qualcuno ha temuto fosse stata una burla di pessimo gusto ... eh! eh!
E invece stamattina e oggi pomeriggio tutti hanno potuto inghirlandarci, lavarci le mani, offrirci mazzi di fiori, cantare a squarcia gola la loro accoglienza.
Avendo sprecato un giorno in aeroporto ci siamo dati da fare per recuperare, incontrando tutti, fin dalle 6.00 del mattino con la S.Messa.
Rincuora poter osservare un ambiente piuttosto sereno, in cui la nostra presenza è, almeno per ora!, vista come un aiuto e un sostegno.
Ci sarà da lavorare, certo, ma con queste premesse c'è da star tranquilli. E non mancheremo di tenervi aggiornati puntualmente.
Purtroppo non ho potuto raccogliere le foto scattate nella giornata, ve ne mostro solo una ... di lavoro ... in cui Tara indossa una delle centinaia di borse in ciniglia cucite in sartoria ..., per stasera vi accontenterete, da domani cercherò di essere più generoso.
Un abbraccio, Paolo e Sergio.
Carissimi,
torniamo alla vecchia abitudine di lasciar parlare le immagini ...
E quindi:
- a Jareya accolti con canti dai bimbi della nostra scuola (metà presenti nonostante un'importante festa nazionale)
- sempre a Jareya, inghirlandati dagli stessi bimbi
- p.Sergio con p. Arun, Mr Pascal, Sr.Marystella e sr. Mariacielo, nella nuova missione delle Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote
Buona notte ..., Paolo.
Carissimi,
ho due giorni da riassumere: ieri ho ripreso contatto con l'Università di Ranchi ..., nulla è cambiato mi pare, su 5 uffici visitati in uno solo c'era il titolare, il pro-vice-chancellor, amico ormai di lunga data che ha voluto subito offrirmi un buon tea.
Sono stato anche in un ospedale dove è purtroppo ricoverato in condizioni piuttosto serie il papà dei nostri Sarbjeet e Sanjay, che chiedono di pregare.
In serata poi sono arrivate a Ranchi Mariuccia, Barbara e Anna - che potete ammirare nella foto di oggi - che resteranno con noi solo un paio di giorni. Hanno un programma intenso, che condivideremo.
Oggi siamo stati di nuovo a Jareya e di nuovo canti e feste di accoglienza da parte di bimbi della scuola. Abbiamo visitato per bene il dispensario, pulito e ordinato, e poi abbiamo fatto un giro nel villaggio più vicino, dal quale abbiamo raccolto 5 bimbi con patologie differenti, anche gravi, che abbiamo potuto medicare nel dispensario e consolare con qualche caramella.
Nel pomeriggio visita ai fratelli di Madre Teresa in Harmu, che si prendono cura di persone con disabilità mentali anche gravi. E infine riunione con tutto il personale dei dispensari per verificare gli evidenti progressi e le buone speranze.
Un abbraccio, Paolo.
Carissimi,
sto procedendo un po' a singhiozzo, ma non mi sono attrezzato bene e così ho qualche problemino tecnologico ...
Oggi, lunedì, i bambini e ragazzi del doposcuola della Little School sono riusciti finalmente a darci il benvenuto ufficiale. Mentre in mattinata siamo stati a Dolda, villaggio nell'entroterra di Kunti, dove sorge una missione piuttosto articolata.Le prime costruzioni della missione risalgono addirittura al 1884, per opera di uno dei primi missionari belgi di quest'area.
Oggi è frequentata da circa 300 studenti: molti di essi potranno presto usufruire del nuovo ostello, capace di ospitarli anche tutti.
A presto, Paolo.
Carissimi,
due parole sugli Adivasi ..., visto che ogni tanto, viaggiando per il Jharkhand, capita di imbattersi in un loro cimitero.
Gli Adivasi, abitanti originari della penisola Indiana, per secoli rimasti segregati nelle foreste e nei luoghi più impervi, hanno elaborato nella loro plurimillenaria millenaria storia una religione propria.
Nello scorso secolo essa ha preso il nome di "Sarna", dal nome del nucleo di piante che sopravvive presso ogni villaggio, ricordo della foresta ormai spesso scomparsa, e che viene considerato come il luogo privilegiato di abitazione della divinità e dello spirito dei defunti.
Gli Adivasi credono infatti che ogni essere umano ha uno spirito che sopravvive alla morte, e che continuerà ad abitare nel villaggio. In continuità con la vita vissuta in carne ed ossa gli spiriti possono essere buoni o malvagi, e di conseguenza diverso è il modo di comportarsi con essi. I corpi dei defunti vengono seppelliti, non arsi, in un terreno al margine del villaggio, quasi tra le case, e una pietra emerge dal terreno a ricordo (una croce invece sorge laddove l'adivasi seppellito è un cristiano). Per mantenere il culto dei defunti, e in particolare per mantenere viva la memoria di coloro che in vita sono stati di esempio per tutti, ogni 15-20 anni (dipende dalle diverse tradizioni) le ossa di costoro vengono traslate in un luogo comune dove una più grande lastra di pietra infissa nel terreno li ricorda.
A presto, Paolo.
Non ho avuto modo di scattare molte foto o andare in giro, oggi. Il tempo è volato tra le nostre 4 mura cercando di osservare.
È soprattutto in sartoria che cerco di passare il mio tempo, e così ho potuto aiutare a tradurre nuovi ordinativi, impacchettare manufatti ultimati, rivedere i procedimenti, catalogare il magazzino ..
Ma poi come non fermarsi in contemplazione del nostro Kamal tutto intento a riprendere una delle nostre bimbe del doposcuola, un po' troppo usa a ritardi ed assenze?
E così posso anche mostrarvi la stanzetta ricavata dal computer centre per offrire ospitalità ad una classe del pomeriggio.
A presto, Paolo
Chissà se vi ricordate dell'affannosa ricerca (risalente a qualche anno fa) di uno speciale tipo di crocher per ricamare su tulle ...
Saprete anche che il problema principale è stato poi quello di non riuscire a trovare tulle di qualità, ma solo acrilico.
In realtà oggi abbiamo scoperto l'esistenza anche a Ranchi di una specie di tulle ...
in cotone, usato per fare zanzariere, la trama è un po' diversa da quella classica ..., ma i risultati di lavorazione forse non sono così terribili ..., mi direte!
Carissimi,
credo che sia il momento di mettere un po' il naso in sartoria. Oggi ho cercato di fare qualche foto, così, per ripassare i volti di questi nostri amici.
E comincerei con i "boss" della sartoria, ovvero sr. Kumudni e br. Punit (responsabili di tutti i progetti e referenti della sartoria) e Tara, colei che sta facendo funzioni di manager, e che fin quasi dall'inizio ha accettato compiti di responsabilità sempre più grandi, al fine di far crescere questo progetto così impegnativo.
Aggiungerei anche una foto di Angela e Mary, maestre di ricamo, da un mese impegnate a confezionare un saree da capogiro, chissà che presto non possa farvi vedere meglio di che capolavori sono capaci!
Carissimi,
in attesa di mostrarvi Riccardo, appena arrivato da Torino, continuo con qualche foto dalla sartoria. Al momento il lavoro non manca grazie ad un ordine appena giunto, e così posso mostrarvi le nostre donne al lavoro.
Comincerei da Puja, una delle più brave, sempre puntuale e seria sul lavoro.
E vi presenterei anche Elisabha, che si occupa pazientemente della tracopiatura dei disegni su stoffa per il ricamo a mano o a macchina.
Eccomi finalmente!
Dopo due giorni di festa qui a Ranchi o, più seriamente, di ambientamento, posso raccontare qualche cosa anche io. Oggi, festa nazionale della Repubblica, in tutte le scuole si è svolta la cerimonia della alzata della bandiera. Anche i nostri bambini hanno celebrato l'evento e noi abbiamo potuto presenziare sia a Kumhar Toli che a Jareya.




Il pomeriggio è stato dedicato all'incontro con sr Kumudni e Punit ed alla pianificazione di tutte le attività di questa settimana. Il tempo è poco ma proveremo ugualmente a fare tutto. A presto
Riccardo
... che non ho detto. Sono stato alla festa di fidanzamento di una ragazza del quartiere di Kumhar Toli. Per l’occasione la famiglia ha allestito un tendone, poco distante da casa, dove si e’ svolto l'avvenimento.

Father Arun ed io siamo arrivati dopo aver pranzato. Giusto in tempo per l’inizio della cerimonia.
All’interno del tendone prendono posto parenti ed amici, mentre i fidanzati si dipongono in piedi l’uno di fronte all’altra e con a fianco un testimone.
La promessa fidanzata e la sua testimone hanno in mano una candela accesa. Le espressioni sono un po' tese. Del resto si e' di fronte a tutta la comunita', ed anche se si tratta di un fidanzamento, in pratica, e' gia' una scelta molto importante se non, addirittura, definitiva.
Il capo villaggio tiene quindi un lungo discorso, dal tono molto informale. Deve essere stato anche molto simpatico, visto che riusciva a strappare qualche risata tra la gente e persino qualche sorriso della promessa fidanzata.
Terminato il discorso si rivolge a turno ai promessi fidanzati con questa frase : " Lo ami? Sei sicura? Se sei sicura fai un passo avanti."
Ora lei ha affidato la candela e la mamma le porge, su un vassoio, un catino pieno di acqua.

La domanda viene ripetuta tre volte e fatti tre passi i fidanzati si trovano vicini vicini. A questo punto si danno la mano poi lui si siede e lei si china a fare il gesto della lavanda dei piedi.
Noto, tra l'altro, che anche la testimone deve poi fare la stessa cosa col testimone. Mah...
Al termine della lavanda i due si alzano e si cingono a vicenda il collo con una ghirlanda di fiori. , Foto, applausi, distensione.
Qualcuno mette per terra una ciotola con del riso e a turno passano i capo villaggio, i parenti e gli amici a deporre ognuno, in mezzo ai chicchi, 101 rupie. A questo punto, in segno di ringraziamento, alcune donne passano in mezzo alla folla con unguenti e decorazioni:

La festa prosegue e noi, considerati ospiti d’onore, veniamo invitati a pranzare a casa dei genitori di lei. Inutile spiegare che avevamo gia’ mangiato. Accettiamo ed andiamo a quindi al nostro secondo pranzo. Non possiamo sapere cosa accade fuori nel frattempo (il tendone e’ distante dalla casa) e finito il pranzo dobbiamo andare. Paolo ci sta aspettando. Mi dicono, comunque, che andranno avanti fino a sera con canti e balli.
E domani si rifara’ , tutto uguale, nel villaggio di lui.
Ciao
Riccardo
Carissimi,
mi alterno con Riccardo, anche se sarò sicuramente più stringato, vista l'ora tarda.
Volevo farvi vedere più da vicino il dispensario di Jareya. Alcune notizie e foto le potete ammirare nella sezione Poliambulatorio, inserite magistralmente dalla brava Simona.
Qui vi aggiungo un paio di altre foto, in cui si vede la nostra infermiera, Poonam al lavoro e accanto alle scorte di medicinali.
Carissimi,
continuiamo con qualche foto, per ripassare alcuni volti importanti.
Innanzitutto Basil, che da alcuni anni fa un po' di tutto a servizio della comunità e dei progetti. Da quando sono stati aperti la scuola e il dispensario in Jareya poi, ogni matttina fa anche da autista per le maestre e l'infermiera, che abitano in Ranchi.
È una persona splendida, sempre disponibile, onesta responsabile ... una benedizione.
Un'altra persona che sta acquisendo una importanza sempre maggiore è il sarto, o master tailor, Jailil. Molto umile e paziente, silenzioso, si sta rivelando un gran lavoratore. A lui ormai è affidata la creazione dei prototipi, a lui si fa riferimento per le finiture dei curta, delle camicie, delle giacche, ed è ancora lui che confeziona l'abbigliamento ecclesiale che potrebbe diventare uno dei punti di forza della nostra sartoria.
Oggi ho interrotto Anjela e Mary, due ricamatrici che, da qualche settimana, stanno lavorando ad un saree ordinato da una signora di Ranchi. Sembrava non dovessero piu' finire di srotolare dal telaio i 5 metri di seta ricamata. Anjela si e' poi prestata ad indossarlo per poterlo fotografare. Si tratta, come e' facile intuire, di un prodotto realizzato solo su ordinazione essendo interamente ricamato a mano.
Eccolo:




Sono partito dall`Italia proprio quando i grandi ci arrivavano a tenere il loro summit, il loro incontro per decidere come dominare il mondo, come respingere meglio chi si affaccia all`impero, per decidere l`elemosina da dare, o da non dare per il nostro governo, ad un mondo che stanno distruggendo.
Io, un po' in vostra rappresentanza, proprio in quel giorno andavo invece a cercare quel mondo, non certo a risolvere le tragedie provocate dai grandi della terra ma a dire semplicemente noi non siamo con i potenti, siamo qui, siamo con voi, con gli ultimi.
Quasi per caso questo mio viaggio e` il più diverso dagli altri. Sapete infatti che per i primi dieci giorni mi
occuperò dei progetti di un'altra associazione: Shanti, una piccola onlus che supporta grandi progetti in India.
Soprattutto grazie alle capacita` di lettura di Mariuccia e Barbara, supporta progetti verso i più disperati. Un obiettivo di questi giorni e` quello di aprire un doposcuola a Kolkota per i bambini dello slum di Tollingunge.
Mi hanno anche chiesto di seguire gli altri progetti da loro sostenuti e di visitare i tanti loro amici sparsi per le vie piu` povere, piu` vive di Kolkota. Cosi` ho fatto oggi visitando Alimuddin Street e l`ospizio in Base Road.
Dicevamo l`altro anno solo vedendo Alimuddin street si puo` capire, sempre accolto da giovani e anziani.
Un`emozione e` stato l`ospizio di Kolkota. Mi fa tornare alle prime attivita' di volontariato in Italia. Questo ospizio e` molto piu` pulito e dignitoso dei Poveri Vecchi di corso Unione 30 anni fa, ma i discorsi sono simili.
Unione quasi per caso trovata a Kolkota con emozioni di 30 anni fa.
Shanti e` organizzata in modo diverso da noi, flessibile e di supporto ai casi estremi, in appoggio ad altre
congregazioni ed associazioni, ma con poche possibilita' di gestione completa. Sinceramente non so scegliere la via giusta per la cooperazione e l`impegno, per non sbagliarmi le percorro entrambe. Sono nel paese delle mille contraddizioni devo proprio io essere fanatico?
Ospite di amici, amici nel senso che hanno gli stessi ideali, dato che li ho visti ieri per la prima volta. Forse amici in senso piu` profondo di mangiare la pizza insieme ogni tanto.
Immerso di nuovo in Kolkota, pensando sempre di conoscerla ma sempre invece stordito.
Alcune stranezze, ho viaggiato in business class, perche` erano finiti i posti in economy ed ero l`ultimo a fare il check. Cosi, per caso, ho viaggiato per andare a trovare i bimbi dello slum di Calcutta bevendo champagne.
Contraddizioni assurde, ma che fanno riflettere, siamo cosi` a meta` fra carnefici e vittime, non illudiamoci.
I miei maestri mi obbligano a non dare l`elemosina ai bimbi che si aggrappano alle braccia, per un damerino buonista come me all`inizio era dura adesso non piu`, con loro ci gioco, mi sembra quasi naturale non darne piu`.
Per caso arrivo dopo uno strike contro il governo, con ampia spiegazione politica del driver che mi porta dall`amico, e dopo un monsone. Oggi tutto regolare e tempo ottimo (per Kolkata), solo una manifestazione di ragazzi con un televisore al posto della testa. Non ho capito cosa volevano ma so che me ne faro` imprestare uno da indossare quando i miei figli sono davanti alla dea per troppe ore.
Per caso, o forse no.
Paolo, Kolkota 9 luglio
Samparc
Oggi colloquio ufficiale con il Presidente dell'associazione Samparc per la firma del MOU con l'associazione Shanti. Sveglia prima dell'alba, Attraverso l'India in poche ore, arrivo a Mumay e mi portano a 100 Km nella turistica città di Lonoavale, dove risiede il mega presidente. Un anziano e molto cordiale avvocato che mi dicono sia il più grande avvocato del Maharastra. Praticamente mangio a pranzo con il Taormina indiano.
Aspettando Amit, il segretario e leader di Samparc, mi mostra le sue cinque pelli di tigre e leopardo imbalsamate, Resisto un po' inorridito e ci mettiamo a leggere il MOU riga per riga, parola per parola, discuto su ogni singola cifra sentendomi il fiato di Mariuccia e Barbara sul collo che, so che non ammettono che vada sprecata una sola rupia.
Il tutto dura circa tre ore, mai successo, mi confessa dopo Amit, che il mega avvocato si sia fermato tanto per un progetto. Foto di routine, ossequi,... ma la cosa più importante è che da lunedì il progetto può diventare operativo .
il progetto prevede che:” di intervenire nella zona di Tolligunge, periferia a sud di Calcutta , all'interno di uno quartiere disagiato in cui vivono circa 300 bambini per la maggior parte figli di genitori con problemi sociali accentuati.
Il progetto prevede l'inserimento di circa 40 bambini in una scuola statale di zona, seguendone il percorso scolastico mediante l'apertura di un doposcuola nelle vicinanze dello slum, con servizio oltre che di appoggio scolastico , anche di supporto psicologico.
All'interno del servizio di doposcuola si prevede la fornitura ai bambini di un pasto idoneo e controllato. Il progetto si propone inoltre di analizzare le cause delle difficoltà incontrate dai bambini nell'effettuazione del regolare iter scolastico, proponendosi ,in una fase successiva, di offrire risposte agli eventuali problemi rilevati, probabilmente di più ampio rilievo sociale
Al termine del primo anno, Shanti e Samparc potranno discutere se allargare il progetto all'interno dello slum, con la costruzione di una casa di accoglienza con dispensario e servizio infermieristico.”
Lonoavale è un posto turistico dove Mumbay medio-ricca si riversa per il picnic del week end, ci sono piccole cascate e boschi, sotto la pioggia le strade pulite, il verde e il fresco pareva di essere in valle d'Aosta.
Dopo la fatidica firma, Amit mi porta, sotto il primo di temo tanti monsoni, a visitare alcuni progetti sostenuti da Samparc nella zona a favore delle persone dei villaggi. Un orfanotrofio che è stato il primo progetto di Samparc nato, mi pare di capire, da un lascito di un benefattore, L'orfanotrofio ospita i bambini in piccole casette separate nel bosco con ampi spazi di verde e di saloni interni. Mi pare, come prima impressione, che ci sia allegria.
Il secondo progetto invece trovo sia veramente interessante.
In alcuni complessi adiacenti, Samparc ha istituito un piccolo ospedale completo per tutte le analisi di base (compreso un tubo RX più moderno di quello usato all'Inail), il primo soccorso di emergenza e un'ambulanza mobile che visita con regolarità i 25 villaggi della zona. Accanto ad esso una struttura per corsi professionali, riservati alle persone dei villaggi ma anche ad ex-detenuti o detenuti in libertà. I corsi sono di perfezionamento in informatica, elettronica, meccanica ed estetica, con una beauty farm molto attrezzata.
Nell'ultimo edificio operano un'assistente sociale e un commercialista, la prima ha il compito di prevenzione sociale nei villaggi ma soprattutto, mi spiega Amit, di attuare programmi a difesa delle donne all'interno della famiglia, il secondo è il responsabile del progetto di microcredito, un giro di prestiti di circa un milione di dollari.
Samparc riceve finanziamenti da donatori privati, dal governo, da ONG estere e da fondi propri, con essi gestisce 14 progetti. Operano 45 persone salariate coordinate da Amit, magistrato e volontario 24 ore 24, amico dei gesuiti di Ranchi. Una persona unica, verrà ad agosto a visitare il nostro centro.
Rientro dopo 4 ore di coda e monsoni a Mumbay accolto dai carmelitani. Il loro inglese è troppo stretto, non capisco più una parola, fingo di svenire dalla stanchezza e mi rifugio in camera a scrivervi.
Domani Kolkota.
paolo
fosse così difficile. Oggi dovevo cercare di rendere operativo il progetto del dopo scuola per i ragazzi dello slum. Era stato firmato il Mou, avevamo concordato le risorse economiche, umane, i tempi e i modi. Tutto era pronto bastava dare un nome e un volto ai bambini che dovrebbero frequentare il doposcuola.
E invece no! Otto ore di discussione, di arrabbiatura, di crisi e di urla per arrivare ad avere di nuovo tutti i dettagli definiti con precisione ma non la sicurezza di poter partire.
Tralascio tutti i particolari del progetto che a parer mio sono precisi e attuabili molto facilmente e mi interrogo sul perché sia così difficile iniziare.
Tutto nasce da piccoli problemi interni organizzativi, comuni a penso tutte le organizzazioni non solo di cooperazione. Ma qui in India la cooperazione non è volontariato, o è lavoro, o è business o è proselitismo (forse non solo in India, ma questo è un altro discorso che non sono adesso capace di affrontare).
Sta di fatto che al di là delle scelte ideali, condivise da tutti gli attori del processo, è necessario considerare tutti i risvolti economici, sociali di potere che comporta iniziare un progetto per i bambini dello slum. E' una realtà di cui bisogna tenere conto i nostri progetti nascono da delle persone come noi che in qualche modo hanno potere, economico, sociale e culturale e vanno verso che questo potere non ce l'ha, anche i partner di questo progetto sono immersi in queste dinamiche. Se le persone dello slum avessero la possibilità di riscattarsi da sole lo farebbero, senza dubbio e queste dinamiche di potere non ci sarebbero. Credo sempre di più in progetti in cui l'autonomia e le decisioni nascono dai soggetti usufruitori, e il nostro ruolo sia solo quello del supporto. Ma purtroppo queste mie teorie si scontrano con la realtà, cerco questo tipo di progetti e non ne trovo.
Se vogliamo quindi continuare in questo impegno dobbiamo e rassegnarci a vivere questi ruoli e a discutere ore ore su presunte idiozie rispetto all'ideale del progetto, ore ore su c.. che non c'entrano niente rispetto al progetto. O si fa così o si lascia perdere. Consci del proprio ruolo e del proprio potere.
Chiaro era questo ruolo è stato durante la visita allo slum, impressionante la differenza fra noi, vestiti di bianco esattamente come i ladri di bambini del film millionarie, e le persone che vivevano nello slum. Noi a spiegare attorniati da una folla inizialmente disinteressata ma poi sempre più infervorati nel sapere che arriva dall'Italia (what's) un elemosina di istruzione per loro. I bambini che avrebbero dovuto e voluto frequentare il doposcuola non erano 40 ma forse 4000. chi saranno i prescelti? perché solo loro? Non rispondo più a queste domande, non sono a risolvere problemi, sono solo qui presente.
Lo slum si snoda lungo un canale che collega i due rami del Gange alla sua foce fra alcune discariche della città, cedo che sia lì perché c'è acqua e rifiuti in cui trovare qualcosa da mangiare. Alcuni lavorano in una piccola factory all'inizio dello slum per produrre manigliette di plastica, gli altri si arrangiano. Case quasi tutte in fango e muratura. Qulche tempietto a Sai Baba, in molte case la dea tv. Mi dicono che gli slum sotto la ferrovia siano molto peggio.
Non capisco la demarcazione fra il quartiere pre-slum, sicuramente povero ma pieno di attività e continuamente percorso da folle in cammino e lo slum. Come se ci fosse una immaginaria linea. Qui finisce una storia al di là c'è lo slum. Non capisco.
Capisco invece bene perché l'India, Ho sempre detto che non c'era un motivo specifico per impegnarsi in India se non l'amicizia con Paolo De Leo, l'ingiustizia c'è anche in Italia. Adesso che ho visto però penso diverso, lo slum è un'altra cosa.

Finisco la serata dopo un'ottima cena indiana speziatissima vedendo n documentario montato dal amico-fratello Asit sulla realizzazione di un quadro su tela 20m*5 realizzato dai ragazzi ciechi sul tema della pace fra le religioni. Bellissimo e geniale.
Domani Kurseong- Darjeeling, nascosto in un'ambulanza a causa dello strike proclamato a tempo indeterminato, spero di raggiungere la mitica Sr. Ann Francesca e le ragazze che accoglie nella sua casa. Speriamo
Nota per chi è stato a Ranchi. Anche qui da mezzanotte passa regolarmente un guardiano che batte col bastone sui cancelli, sembra di essere a casa.
Kolkota. 13 luglio
paolo

Scrivo dall’aereoporto di Bagdogra alle porte del Darjeeling dove sono stato per due giorni ospite della comunita` di Sr. Ann Francesca nella Casa di accoglienza per disabili fisici e mentali “ Flame of hope”, in Kurseong.
Viaggio molto difficile perche` e` in atto in questa zona un bound, uno strike di due mesi per ottenere l`indipendenza della regione dallo stato del West Bengala.
Sr. Ann Francesca, una consorella e due candidate ospitano una quindicina di bambini poveri con disabilita` mentali e pschiche, o abbandonati dai genitori. Il progetto sostenuto da Shanti e` iniziato circa sei anni fa.
Dormivo in una parte dell`edificio attrezzato perfettamente per l`ospitalita` di volontari che volessero fermarsi, per tempi anche lunghi, a cooperare con le sister.
Vengo subito alla conclusione perche` e` la cosa piu’ importante
La casa di osptiatlita` e` molto attrezzata e molto bella, per il proseguimento del progetto non sono necessari ulteriori sforzi.
C`e` bisogno invece dell`aiuto di molti, in particolare di voi che state leggendo, per migliorare il progetto secondo le indicazioni di Sr. Ann Francesca:
1. Ausili scolastici ed educativi per ragazzi con disabilita’ fisiche.
2. Una carrozzina idonea per percorsi di montagna e tortuosi
3. Esperti di sostegno scolastico per consulenza nella metodologia di apprendimento
4. Esperti di fisioterapia per consulenza in metodologie di assistenza e recupero.
5. Ragazzi e gruppi di ragazzi che volessero venire in Kurseong
Inoltre,
6. Sr. Ann Francesa intende aprire una casa di accoglienza nell’area dello slum di Siliguri, pertanto sarebbe necessario individuare un gruppo di persone, una onlus, …. Disposti a ragionare sul progetto e a farsene carico.
Purtroppo
7. A causa dei disordini politici non e’ possible iniziare il progetto di lavoro per persone disabili al villaggio. Deve essere sospeso in attesa della risoluzione delle tensioni politiche e sociali (si ipotizza estate 2010). Da quel momento Ann Francesca intenderebbe avviare una farm per coltivazione e piccolo allevamento impiegando le persone del villaggio e intenderebbe aprire un piccolo dispensario.
Chi fosse interesato puo` scrivermi o contattare direttamnte Shanti, www.shantiweb.it
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La casa e` attrezzata in modo molto appropriato, per quanto ne possa capire io; un abisso rispetto alla casa dei Fratelli di Madre Teresa di ranchi dove dovremmo iniziare il progetto di fisioterapia, un abisso. Un ambiente pulito, accogliente, spazi idonei per il numero dei ragazzi, una palestra per gioco e fisioterapia atrezzata con molti attrezzi, grossi tappeti, quasi moquettes.
La cosa che piu` mi colpisce e` la liberta’ dei ragzzzi. Le suore sono impregnate tutto il giorno nel seguire i ragazzi con poiu’ difficolta’ (ieri, non so se per causa mia, non le ho viste fare neanche la preghiera durante il giorno, solo a fine e inizio giornata quando tutto era tranquillo). I ragazzi che non necessitano di cure particolari si gestiscono autonamamente o in gruppo gli spazi e i tempo del pomeriggio e del dopo cena. Ieri c’era in nuovo giocattolo con cui giocare (io) e quindi il divertimento e` stato assicurato.
Al mattino quasi tutti i ragazzi vanno a scuola.
Purtroppo non sono accettati nelle scuole pubbliche ne` in quelle private (Ann ha fatto un ulteriore tentativo in mattinata, ma vano). Pertanto Ann Francesca ha organizzato una scuola riservata a loro, con l`obbiettivo di dar loro un`istruzione pari ai loro coetanei e con lo strenuo obbiettivo di poterli inserire un giorno nella scuola riconosciuta. Abbiamo anche parlato di iniziare autonomamente una scuola regolare, riconosciuta, in modo da poter inserire in essa i ragazzi normali. Si vedra’ i costi sono alti e il progetto deve partire sommessamente se noo una scuola troppo grande e di qualita’ infastidirebbe le scuole vicine.
Ann Francesca e’ una persona unica, una santa, sono impressionato nonostante le poche ore. Stava insieme a me accudendo bambini, informandosi sugli scontri in corso, mi ascoltava e mi spiegava, parlando in inglese, ascoltando spesso in italiano e parlando in nepali coi bambini. Fantastic.
Ieri dicevo di non capire la linea che separa la vita normale, seppure poverissima, dallo slum, oggi non capisco la linea di separazione fra le pesone che si impegnano per la giusitizia, seppur credendoci, e i santi. Ann Francesca e` dall`altra parte. Per me.
Non vi parlero` di lei come non vi ho parlato dello slum, tanto non serve a niente sapere come sono i santi, il cuore duro resta duro, ma di come ha iniziato, in modo da discutere sul quarto modo di fare volontariato in cui mi sono imabattuto in questi giorni.
Uscite dallle sorelle di madre Teresa e intenzioante ad aprire una casa di accoglienza, le sister si sono trasferite a Kurseong solo perche` il vescovo aveva offerto loro un po` di terra per costruire, Avevano da subito in mente una casa del genere, ma non avevano assolutamente niente. Si sono messe a fare: a scavare, a fare le muratrici, hanno avuto un po` di aiuto, dalla gente del posto e molto da un padre gesuita locale. Intanto inizavano ad ospitare alcune ragazze, piano piano, pezzetto per pezzetto, decise ad andare avanti come era possible. Dopo, per caso, hanno incontrato altre persone che hanno creduto nel progetto. Ora hanno questa casa modello dove anche i ricchi vorrebero fossero ospitati i loro figli disabili. Anche pagando, Ann Francesca dice che pero` i posti sono limitati e destinati ai poveri e non puo` accettare il denaro. Semplicemente, senza seconfi fini, guardandoti con i sui occhi grandi azzuri. Occhi che ti tagliano in due.
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Il Darjeeling e` una regione ricca del West Bengala, popolata in prevalenza da persone di provenienza nepali, E` posta sui monti pre himalyani, quando c’e` bel tempo si vede anche l`Himalaya, e incuneato fra il Nepal e il Butan.
Oltre alla coltivazione di un prestigioso the, gode dei vantaggi dovuti ad un turismo molto sviluppato e ad una clima che ha favorite la nascita di centinaia di scuole prestigiose a cui accedono studenti da tutte le parti dell`India. Il clima, a parte l’inverno, e` veramente stupendo, 15-30 gradi sempre, sempre freschi.
Vista la sua ricchezza rispetto alla parte sud dello staoto, nel Darjeeling approdano tantissime pesone in cerca di lavoro, in particolare dal Bihar, dal Bangladesh e dal West Bengala.
Con le solite balle leghiste del “noi quadagniamo e paghiamo le tasse per il corrotto stato centrale ” e l’ancora piu` usata idiozia “ su immigrati che tolgono il lavoro” la maggioranza nepali richiede l’indipendenza dal West Bengala.
Due anni fa dopo uno sciopero duranto alcuni mesi, ci fu una grossa repressione da parte del governo del WB, che come tutte le repressioni ha prodotto solo un radicamento della lotta, Il risultato e` che il movimento indipendentista si e` radicato ulteriormente e ieri ha iniziato uno sciopero che si concludera` solo il 24 agosto quando ci saranno i colloqui ufficiali con lo stato centrale.
Strike vuol dire sciopero, ma anche qui bisogna vedere per crederci, non e’ lo sciopero dell 4 ore al venerdi` pomeriggio tanto caro ai ns sindacati della scuola. Qui sciopero vuol dire: tutto fermo, tuttto!, scuole, negozi, uffici; non si puo’ circolare in macchina moto bici, se ci provi vieni bastonato dai guns (squadracce) del partito, presenti in ogni angolo della strada..
Ieri hanno invitato a fare provviste per due mesi e far evacuare tutti gli studenti e i turisti. Dalle 12 non potevi piu` passare se non in un`ambulanza , come abbiamo fatto noi, oppure se non eri amico di un guns .
Stanotte ci sono stati i rally nei villaggi, compreso quello dove dovrebbe iniziare il nuovo progetto di Ann Francesca, I rally sono le nostre ronde, I guns passano: o li appggi, o ti unisci a loro, o sono violenze. Non si sa quali violenze oggi ma solitamente stupri (le donne devono sempre pagare per prime) e saccheggi. Tutto in nome dell’indipendenza.
Concludo con un `nanetto` carino, durante l’ultmo strike il partito indipendentista ha costretto tutti, tutti! a vestirsi con i vestiti tradizionali, vestiti che nessuno metteva da 200 anni, Tutti vestiti da Giacomina e Gianduia, altro che fazzoletto e cravata vede come gli idioti nostrani!
Il risultato e` stato: un grosso businees per i produttori di vestiti tradizionali e una grossa carnevalata durata giorni e giorni dove la gente si incontrava per strada e rideva dei nuovi vestiti.
Solo una risata vi seppellira’
Kurseong, 15 luglio 2009
paolo
Ultimo giorno a Calcutta, è arrivata Gabri e inizia la seconda tappa: Purulia road II lane – Ranchi.
Ieri giornata tranquilla senza nessuna firma importante su progetti, giornata stravolta dallo strike.
Scheduled was only, visita a Dolly in Allimudin street e incontro con Mahasweta Devi, la scrittrice degli Adivasi.
Ho salutato Dolly, visitato il museo, discusso con Asit dei progetti sugli Adivasi che lui sta iniziando in West Bengal, visitato l'anziano signore, programmato gli incontri con Chaterjee e Sasha, incontrato Mahasweta, saputo del bandh di oggi, cancellato gli incontri programmati, cercato una guest house vicino all'aeroporto in modo da poter andare a prendere Gabri a piedi. Tutto sotto il tutoraggio di Asit.
Due notti fa ho dormito in pieno centro, Paragon hotel, 200 rs stanza singola: una categoria dello spirito. Tutti mi dicevano 'not convenient' dormire ma era importante farlo, x' al paragon sei il turista immerso nella cuore pulsante della città. L'ostello, è vero non così confortable, è la metà di spagnoli e giapponesi in cerca di vita leggera e facile, molto sballoni e simpatici, vicino ad un cybercafè con banda ad altissima velocità, ma con cuffie, microfoni, web non sufficienti per le decine di persone che lo affollano ...(ach!). Il paragon: l'essenziale.
L'essenziale che in questi giorni di solitudine da amici italiani, sempre in viaggio ho conosciuto, non vissuto, conosciuto bene. Ragionare sul fagotto del viandante che passi i check dell'aeroporto, avere con sé solo l'essenziale, protetto sempre da Asit che vegliava su di me, ma con sé solo l'essenziale, libero, sì libero.
Mi fa ridere scrivere 'solitudine' in mezzo, dentro 20 milioni di persone, ma solo l'essenziale ti permetteva di non essere solo mai, di parlare, di sentire supportato, aiutato, a volte, come da Ann Francesca, viziato econ il pensiero agli affetti in Italia, una solitudine che mi ha pemesos di non essere solo mai.
Il mio essenziale: passaporto, 200 rupie more or less, il mobile, un telo, mezzo pacchetto di sigarette, portalenti a contatto e occhiali, la necessità di esserci.
L'essenziale che ti permetteva di incontrare e parlare libero, senza mai nessun secondo fini, niente da difendere, da possedere. Niente e nessuno che ti appartiene, responsabile di te e dei tuoi rapporti che incontri e basta. Giorni fondamentali, essenziali. Grazie Shanti.
Adesso a Ranchi con lo stesso spirito.
Mahasweta ci accoglie con la solita cordialità, mai sussiegosa. Legge con attenzione, come sempre, la bella (un po' sussiegosa) lettera di Costanzo che le chiede l'autorizzazione a organizzare nella prossima Fiera del Libro una giornata incentrata sul lavoro e l'impegno di una vita per gli Adivasi. E con grandissima sorpresa mia e di Asit non solo autorizza l'organizzazione ma ci dice anche che vorrebbe essere presente a Torino!
Ci parla degli ultimi sviluppi delle lotte Adivasi a difesa della terra in WB contro i continui espropri, non contento di quel che è successo a Singur, il governo continua da offrire la terra degli altri a multinazionali indiane ed estere. E la lotta continua.
Ogni volta che la incontro mi colpisce, perché distrugge il mio approccio ideologico da ignorante parlando di fatti, dati e nomi. La politica vera, l'impegno vero è questo non l'ideologia degli ignoranti. E noi lo siamo ancora troppo, il progetto culturale deve crescere, soprattutto per i giovani. E' importante studiare e capire, altrimenti facciamo più danni che altro con le nostre ideologie.
Discutiamo infine sull'inglese, eccezionale strumento di comunicazione, rischiosissimo strumento di dominio e sfruttamento.
Maledetta ignoranza! Avrei potuto incontrare le rappresentanti del sindacato delle donne a Calcutta per parlare del nostro progetto. Per pudore non ho preso il contatto, mi dispiace, sarà per il prossimo anno. Sperando di essere meno ignorante.
Tutto il programma di oggi e' stravolto dallo strike chiamato dal Congres.s Il primo dopo trent'anni, Ormai il Congress con il Trinamool è maggioranza assoluta nello stato del West Bengal.
Stato delle cose accettato anche dai militanti comunisti che ho incontrato, preoccupati più dell'aiuto che gli stranieri danno ai naxaliti (gli USA mi dicono, mah?) che di perdere dopo trent'anni le elezioni del prossimo anno. Non ci sarà opposizione allo strike dopo le violenze di oggi a seguito delle violenze subite da alcuni militanti dell'MLA mercoledì. Tutto chiuso e fermo per 12 ore.
Per fare il paragone con l'Italia è come se il PD indicesse uno sciopero da un giorno all'altro per protesta con il pestaggi di alcuni militanti. Un altro mondo, dove la politica è partecipazione, dialogo e scontro, mai delega.
Altri strike previsti: il 22 luglio chiamato dai naxaliti in tutti gli stati intorno al Jharkhand. quello degli indipendentisti del Darjeeling continuo fino al 28 agosto, quello dei taxisti del WB dal 28 in poi, proprio quando dovremmo tornare a Calcutta. Un popolo in lotta nel WB.
Mentre salutavo Dolly in Alimuddin street, vedo la figlia che si preparava minuziosamente per andare a scuola: uniforme, zaino,.. dovrà fare, come tutti i giorni compreso il sabato, 1 e mezza per andare e 1 e mezza per tornare.
La scuola che frequenta è una scuola privata, un po' meno cara delle scuole vicine di zona. La scuola pubblica non viene presa in considerazione. Avevo davanti agli occhi tutto l'anno di lotte fatte in Italia per difendere la scuola pubblica, gli spettri di una scuola divisa in due che si materializzavano in una società spaccata in due. Anche se sei povero, per un futuro in India, ora, in Italia, domani, devi andare alla scuola privata e a secondo di quanto sei ricco andrai in una scuola che ti darà più strumenti di sopravvivenza, non so se anche di crescita culturale, ma sicuramente di sopravvivenza. Alla scuola pubblica mi dicono tutti (tutti!) vanno quelli che non studiano, le scuole per gli slum per i rischiaw-man. E' questo quello che vogliamo in Italia? Come si fa ad essere così ciechi, non mi do pace.
Abbastanza interessante la visita al museo indiano, museo onnicomprensivo. Mi colpiscono le statue in bronzo degli dei, di Buddha e soprattutto della dea. Non sono mai in atteggiamento di dominio o irato, mai di giudizio, sempre in armonia, sereni, in pace.
Chiudo con ultima nota divertente, che forse non tutti capiranno, scusate ma mi sono divertito troppo. Sono andato a salutare l'anziano signore che avevo incontrato all'ospizio l'altra settimana, dopo avermi presentato un altro ospite amico del famoso Bulu Imam, inizia a gidimarizzarsi nel fisico ma soprattutto nei racconti dei litigi della vita, nemici sempre più grandi abbattuti con un solo colpo e il famoso urlo 'quec' che chi ha conosciuto Gino non dimenticherà mai. E appena prima di salutarci, mi si avvicina e mi chiede qualche spicciolo, forse voleva anche chiedermi una 'macchinetta' ma temeva che non lo capissi. Fantastic.
Scrivo nella tettoia in strada davanti alla guest house. Gabri si sta riprendendo dal jet leg (così?).
Tutto fermo, la quiete prima della battaglia in stazione per un posto sul treno.
Lascio Kolkota.
Una lacrima
Kolkota, 17 luglio 2009
paolo
Tre giorni di intenso lavoro. Accolti come sempre con calore e affetto, un affetto ormai famigliare che non stupisce più. Abbiamo da subito iniziato a lavorare. Gabriella, evidentemente già a dormire adesso, è chiusa in sartoria, buttata la chiave spero che domani riesca scrivervi qualcosa.
Il lavori per me è completamente diverso rispetto a Calcutta, qui siamo coinvolti direttamente in ogni singola decisione, dinamica, problema o evento, Qui bisogna sporcarsi le mani, passo dall'ideale al quotidiano di fatiche debolezze, speranze ed incomprensioni. Ma questa anche questa è la vita, dove esserci vuol dire quotidiano e fatica non solo speranze e sogni. Chiusi in una stanza senza sentire odori e vita.
Abbiamo già fatto due riunioni di coordinamento generale, due per progetto medico, riunione con commercialista, visita alla casa di ospitalità per disabili mentali e fisici di Hamru, oltre ad avere iniziato il lavoro per perfezionare (definire) le taglie, catalogazione di tessuti, prodotti e ricami.
Domani lebbrosario di Radarani, assemblea con le sarte, e raccolta dati per la scuola. Forse anche incontro con il coach.
Tutto procede. Quasi diventato normale il lavoro quotidiano nel computer centre, nello sport, e addirittura nei dispensari. Report fatti per tutti.
Le spine più grosse, come sempre sono la sartoria e la mancanza di locali della scuola. La sartoria presenta mille problemi organizzativi che devono essere affrontati quotidianamento, passo dopo pezzo, chi deve gestire e far funzionare un'azienda con trenta persone può capirci e può capire quanto sia difficile da lontano. Ma ci siamo incaponiti e vogliamo che da quest'anno il progetto non sia più supportato da offerte ma si auto-sostenga con il proprio lavoro. Una pazzia che vogliamo portare fino in fondo.
Dobbiamo rispondere a problemi di comunicazione, di qualità del prodotto, efficienza del lavoro e riduzione degli sprechi, organizzazione del lavoro, equità dei salari, diversificazione canali di vendita, rispetto di culture e tradizioni locali e sopratutto la responsabilizzazione delle sarte sul proprio lavoro. Pezzettino per volta ci proviamo.
Le novità più importanti sono:
lo spostamento dei dispensari in uova sede
la crescita della richiesta di cure nel villaggio
la quasi definizione del progetto per la casa di disabili a Hamru
l'impostazione del progetto per corsi di inglese
l'inizio di discussione per avviare il processo di indipendenza della sartoria
Aumentano anche le richieste di interventi su singole situazioni che non possono essere affrontate all'interno dei progetti avviati. Interventi in cui non possiamo parlare di sviluppo ma solo di ausilio alla sopravvivenza. E' vero che abbiamo sempre cercato di intervenire in modo diverso. Ma dobbiamo interrogarci, visto le crescenti necessità che ci interpellano, su come e quanto intervenire anche in questi casi.
Diverso il lavoro rispetto a prima, ma esserci adesso non vuol dire solo veder e sperare ma sporcarsi le mani. Accettare compromessi, corruzione, indifferenze e menefreghismi. Le mani sporche vuol dire anche diventare sporchi, non illuderci di essere quelli bravini, pulitini. Non 'facciamo del bene', siamo dentro un cammino di giustizia, in mezzo al fango, alla sporcizia, ben più profonda di quella delle strade. Il superiore della casa di accoglienza ci diceva ieri che loro avevano scelto di non cedere a nessuna corruzione per ottenere favori, mentre me lo diceva guardavo intorno e vedevo un ambiente di una miseria assoluta. Mi chiedevo non poteva esistere un mezzo, magari anche disonesto, per migliorare anche di poco quella situazione,per ridurre la sofferenza. Non lo so, so che evidentemente c' un limite. Qual è questo limite? Non credo a ricette credo a cammini.
Mi chiedevo ancora pensando a quanto noi spendiamo come 'spese di gestione', di volantini patinati, di spese di viaggio, di collegamenti internet per riuscire ad ottenere l'obbiettivo preposto, quale sia questo limite? Chiediamocelo. Sempre
I nostri coordinatori indiani ci manifestano tutte le loro fatiche dopo nove mesi di lavoro, il periodo iniziale di entusiasmo si è scontrato con la quotidianità delle difficoltà, delle molteplicità di impegni e responsabilità. Ma siamo incantati dalla loro serietà nell'affrontare tutti i problemi, certo non riuscendo a risolverne molti, MA mai dimenticandoli, mai sfuggendoli, avendoli sempre presenti tutti. Una serietà impressionante su tutto,anche minime, anche Piccole. Grazie
Continuiamo, un altro passo. Il monsone ha tolto internet. fa freddo. Le mani e non solo sono sporche, ma, fratello, non sono in tasca.
Ranchi 20 gennaio 2009
paolo
Ciao a tutti, oggi, martedi`, quarta gionnata a ranchi.Cerco di raccontarvi brevemente quello che ho fatto finora in sartoria.
Sabato solo saluti e convenevoli in quanto le sarte sono state presenti solo mezza giornata. Nel pomeriggio, come vi abbiamo gia` raccontato abbiamo avuto l`incontro con suor kumudni e punit. Domenica sono stata da sola in laboratorio tutto il giorno...ho cercato di orientarmi ed ho un po` "spulciato" in giro verificando innanzi tutto la situazione stoffe.Ho trovato in magazzino i 100 metri di lino blu e purple ordinati da maurizia a calcutta.
Nell'ultimo ordine avevamo gia chesto alcuni prodotti in quel materiale che invece e' intonso. Non riesco a verificare come siano stati invece realizzati perche' la merce e' gia' stata spedita, comunque il lino c`e', e' bello e certamente verra' utilizzato prossimamente.Ci sono poi diverse rimanenze significative di popline nei vari colori delle gonne molto casement anche questo dei soliti colori e qualche pezza significativa (una quindicina di metri ciscuna ) di kadi vario.
Oggi ho nuovamente richiesto di tenere aggiornata la situazione per noi! Poi ho tascorso la giornata facendo i modelli delle cose extra collezione maurizia (borsa danila, borsellini veronica ecc.) che faro` riprodurre.Per la collezione invernale sono in attesa delle sete di chattarjee che dovrebbero arrivare giovedi`. Lunedi` e' stato tutto dedicato alla verifica delle taglie dei kurta uomo e donna, con il master taylor abbiamo fatto tutti i carta-modelli di tutte le taglie, e' stato un lavoro molto lungo ma spero sia risolutivo. verifichero' il tutto appena saranno pronti i prototipi.
In serata ho cominciato a vedere le "paccate" di disegni di ricami per provare a selezionarli.ho tra l'altro notato che tutti i disegni di ernesta non sono catalogati, li ho passati allo scanner per poterli inserire nel data base.
Questa mattina siamo andati al lebbrosario delle suore di madre teresa, paolo vi dira' dell'incontro, io riferisco che abbiamo comprato tutta la seta che avevano:35 metri di quella a trama piu' spessa e 61 metri di quella piu' fine.ditemi per favore se devo portarne in italia alcune pezze da vendere a metraggio.
Pomeriggio con assemblea della sartoria e "vestizione"all'indiana della sottoscritta della quale probailmente vedrete le foto! to be continued...

baci gabri
Ranchi 21 luglio 2009
chi volesse leggere i diari di viaggio può aprire la pagina: http://www.yatraweb.it/storie/569
Passettino
rieccoci dopo la settimana dura si lavoro e spesso senza internet, luce a volte senza acqua. Abbiamo finito le relazioni per i gruppi di lavoro cerchiamo di capire dove stiamo andando condividendo con voi.
Eighty percent. Qui, per dire lo stato delle cose usano spesso il 'percent' la percentuale. Ci vediamo? ninety percent. Evaso l'ordine della sartoria? seventy percent. Trovato stoffe di khadi one percent. Are you happy ty percent.
Siamo all'80% del lavoro preventivato ma ogni giorno può succedere qualcosa che stravolge tutto. Siamo in strada. Siamo pronti a tutto. Arrivavo qui, come vi dicevo, con certezze e potere molto maggiori della strada di Calcutta. E invece non è stato così, rapporti e stimoli di vita hanno drasticamente ridato ottiche ad un lavoro che pensavo routinario. La strada, gli incontri.
Cominciamo da domani:
commercialista per bilancio e forma della cooperativa, consegna di certificati dei corsi computer, riunione informatica e libreria, assemblea sarte, assistenza in interview (colloqui) per segretario, per quanto mi riguarda. Rifinitura modelli, metodologia analisi costi sartoria, spiegazione ultimo ordine per gabri.
Poi riunione generali di coordinamento e ripartenza per Kolkota, Samparc, Chatterjee e Sasha ci attendono, speriamo non ci siano strike e monsoni.
L'agenda della settimana è stata nutrita. la mia: riunione medici, lebbrosario di Radarani per seta, assemblea sartoria, chiusura negozio, visita a Jareya, preparazione progetto nuovo dispensario kumartoli, analisi database sartoria, registrazione elenco bimbi, richiesta informazione su progetti Shanti in Jharkhand, assemblea koratoli insegnanti, incontro con fisioterapista, visita nuovo dispensario koratoli, assemblea insegnanti kumartoli, Bulu, visite mediche a Harmu.
Gabri chiusa in sartoria, speriamo di trovare la chiave per mercoledì.
Ma anche si è fatta Gabri si è fatta prendere dall'adrenalina del viaggio, ieri sera voelva venire da sola a koratoli, di sera col blackout, stava partendo, per fortuna Punit è saggio.
Passettini in compagnia di Punit e Kumudni che supervisionano e rendono operativo il tutto. Bellissimi rapporti che ci permettono di capire come le nostre proposte possono o non possono essere calate nel quotidiano. In compagnia di Sanjay che, volpianamente come sempre, tutto osserva, tutto registra, tutto consiglia. In compagnia di Arun nel controllo severissimo dei conti e di Kamal che ormai capisce perfettamente l'italiano.
Con Kamal è sempre bellissima la litania dell'elenco dei bimbi presenti, cercando di tradurre da una pronuncia hindi (v, b hanno stessa pronuncia almeno da parte di Kamal) di bimbi ricordati a memoria (circa 159 bambini). Tutto questo confrontando con i severissimi fogli di calcolo miei di Riccardo e Marcella. Una lotta impari.
Di sicuro il progetto scuola continua lentamente a migliorare: un'aula in più, l'avvio delle borse di studio, i nuovi corsi di inglese da gennaio, forse, sono piccoli passi importanti.

Si riesce a capire in questi giorni il senso del limite, soprattutto nel serio confronto con i coordinatori, ci sono molti aspetti del nostro intervento, della vita che non sono attualmente risolvibili, il coordinamento della sartoria, la responsabilizzazione delle sarte,le difficoltà di comunicazione, l'handicap della lingua, potrebbero essere visti come limiti che impediscono l'azione, abbiamo imparato a convivervi, lottarci, ma fanno parte della nostra vita e della scelta che abbiamo fatto. Non ci fermano.
Bulu Imam. Fantastic
Per chi non lo conoscesse il Bulu è uno archeologo, antropologo, poeta, storico, pittore, ex-cacciatore di tigri, animatore della cooperativa di donne pittrici Adivasi, prezioso raccoglitore di testi e tradizioni Adivasi. Una vita e una famiglia che meriterebbero un romanzo.
Ma soprattutto una persona di cultura impegnato 24 ore su 24 con la sua famiglia a dare voce alla cultura e ai diritti Adivasi. Ci ha accolto nella sua casa/centro studi e senza quasi salutarci ci racconta che da sei mesi ha abbandonato tutto gli studi per dedicarsi a capire il perché della mancanza di acqua e cibo nelle valli del nord del Jharkhand. La causa dice il Bulu è il global warming. Dopo sei mesi interi dedicati allo studio del problema ha deciso di intervenire lanciando una petizione per la chiusura di 31 centrali di carbone nel Jharkhand. Ci racconta con entusiasmo le sue lotte, è sicuro di farcela.
Ci accompagna nel museo di pitture, sculture, fotografie del centro, Nel centro passano a salutarlo o a consultare materiale decine di persone. Il Bulu ha anche preparato una mini enciclopedia di medicinali tribali accuratamente catalogati. Materiale unico.
Lo salutiamo scegliendo una cinquantina di riproduzioni delle pitture Adivasi, che metteremo in vendita quanto prima o almeno dopo la loro incorniciatura. Prenotiamo anche la preparazione di una scultura in bronzo, come richiesto dal gruppo di Salerno, damettere come premio delle Ranchi cup annuali.
Ci regala il suo libro di poesie. Fantastic
Non esiste il limite dell'ospitalità verso lo straniero, lo capiamo quando invitati a casa di un'amica, viene preparato il cibo solo per noi. E' evidente che non si può o non è opportuno mangiare ma dare da mangiare. Chi entra nella tua casa, nella tua vita deve ricevere di più, Non uguale di più. Non c'è limite. Non sono parole è successo proprio così. Per chi ci ha ospitati, porre un limite non è ospitalità.

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Questa mattina sono stato con la dottoressa a fare le visite ai pazienti disabili presso la casa dei fratelli di Madre Teresa di Harmu.
L'obbiettivo era quello di raccogliere i dati sanitari per pianificare interventi riabilitativi o correttivi per gli ospiti della casa.
La visita è durata più di due ore ed è stato possibile raccogliere i dati sanitari per il planning di interventi da effettuare.
Nel frattempo il superiore Bt. Peter si è impegnato a preparare una relazione descrittiva della situazione sociale e umana delle persone ospitate presso la propria casa.
La dottoressa preparerà un dettagliata relazione, spero,(...)
Mentre la dottoressa visitava sono stato con gli ospiti e ho potuto in qualche modo 'esserci' in questo dramma. Sarebbe troppo facile cadere in pietismi cercherò di essere oggettivo. Di sicuro non nego che mentre ero lì mi chiedevo se non fosse meglio non fare niente tanto è il poco che si riesce a fare. Non ho voluto prendere nessuna foto dei pazienti e (per caso?) quelle della casa non sono venute per smarrimento della card
Devo però rendicontarvi sulla situazione con il dichiarato obbiettivo di chiedere un maggior coinvolgimento di Yatra nel supporto ai fratelli.
I pazienti sono ospitati in uno stanzone e due stanzine più piccole. Il pranzo è stato servito oggi nel cortile sotto la tettoia adibita a refettorio.
La maggior parte degli ospiti, in particolare quelli con disabilità mentali, passano la giornata in questi spazi.
L'intervento dei pochi fratelli è consistito nell'evitare risse o danni alle persone gravi.
Non trovo né spazi, né interventi, né preparazione adeguati.
Gli ospiti sono tutti senza casa, lavoro o famiglia. Per scelta di vita della congregazione tutti gli interventi vengono fatti in uno stile di vita assolutamente povero. Svolgono attività di volontariato pochissime persone quasi tutti seminaristi.
Ho parlato a lungo con il superiore chiedendo se secondo lui era possibile in qualche modo intervenire con progetti di sostegno al di là della fisioterapia ad esempio:
l'acquisto di due carrozzine
l'acquisto di materiale di manipolazione
l'acquisto di materiale per ginnastica
l'attivazione di pubblicizzazione di presenza di volontari.
Il bother era s'accordo, anche se sempre con un atteggiamento passivo di attesa della provvidenza. Mi avrà ripetuto mille volte che solo loro lavorano con i poorest, the poorest from the poorest alle altre NGO, agli altri volontari non interessa niente lavorare con loro. D'accordo ma se ci diamo una mossa forse i poorest became only the poor.
La butto lì con la richiesta di pensarci.
passi, piccoli, passi
paolo
Ranchi 26 luglio 2009
nintynine percent.
Partiamo per Kolkota, abbiamo ancora da fare, ma qui abbiamo finito.
Contenti. I progetti continuano e slowly riescono ad affrontare nuove necessità. I soci Yatra dovrebbero fare un monumento ai coordinatori, Kumudni e Punit, che riescono a calare nel quotidiano gli ideali per cui ci siamo associati. Per noi spesso sono parole per loro sono fatica quotidiana. Due livelli diversi.
Certo è sempre tutto pieno di inconvenienti, più difficile operativamente, ma e in questi giorni abbiamo vissuto con loro questa fatica, pronti al cambiamento, al superamento di ogni steccato.
Niente, a parte alcuni problemi della sartoria in Italia e in India, è insuperabile. Tutto proviamo a fare e con le sconfitte e i limiti impariamo a convivere. O almeno cerchiamo.
Come cercano le donne della sartoria di capire l'ipotesi della cooperativa, piano piano. Se ieri erano spaventate adesso si poteva discutere.
Un aspetto significativo è che parliamo dei progetti con chi li porta avanti, in un piano di parità, non diciamo di mezzi a disposizione, ma di obbiettivi comuni. Non è più carità di eccedenze ma condivisione. Questo potere che abbiamo sta diventano opportunità, non solo potere.
Tutto appeso a un filo. se si staccherà, siamo pronti a cercarne un altro. Ci siamo e non ce ne andiamo, perdendo un po' della nostra immagine di bravi cooperatori.
Molto male invece la situazione politica, da mesi il governo del Jharkhand è commissariato dal governo centrale.I 4 o 5 governi di centro sinistra, rigorosamente adivasi, che si sono succeduti in questi anni sono stati travolti da corruzione e divisioni, fra pochi mesi la destra stravincerà le elezioni e lo scenario sarà simile a quello di molti stati vicini, e lontani. Discriminazione e violenze verso le minoranze sono alle porte.
Questa è una terra di rivolte, non ci si arrenderà facilmente. Non si stanno arrendendo già in questo momento le decine di movimenti locali che combattono contro i displacements, causati da chi cerca di succhiare tutto da questa terra fino a prosciugarne terra, acqua e giungla.
Esiste chi si oppone a tutto questo, come il Adivasi movement network. Donne che da sole senza finanziamenti né locali né esteri cercano di unirsi per dare voce alle donne adivasi che non vogliono fermarsi nella loro lotta. Casa per casa. Senza ambire a diventare leader, ma cercando di non essere schiacciate, né loro né i loro figli. Donne presenti nella vita di ogni giorno, che solo così possono essere credibili.
Accompagnati dal sorriso di chi ieri si è tolta il cibo per darcelo, e oggi ci fa un regalo per ricordo.
Purulia road, II lane
27 luglio 2009
Paolo
Ultimi due giorni a Kolkota molto intensi di lavoro, iniziando ancora una volta dalla fine dobbiamo raccontare di un ultimo 'miracolo' di oggi pomeriggio. Quasi per caso e con umiltà il nostro tutor a Kolkota, mr. Asit, ci porta dal suo distributore di tessuti,un negozio in aaprenza come tanti di quelli che tutti quelli che sono venuti in India hanno visitato. Tanti cotono belli, dice Gabri, ma soprattutto colorati, tanti colori, motivi, colorati come l'India. Tanti colori ma come sempre nessun catalogo, nessun codice.
Ne abbiamo visti tanti, la differenza è stata che questa volta c'era Asit. Asit in questi giorni di ospitalità ha capito i nostri problemi in sartoria, era stato anche con noi da mr. Chatterjee. In pratica dopo la nostra presentazione al proprietario convengono che per noi prepareranno un doppio catalogo con le codificazioni univoche e i prezzi. Nel caso ordinassimo, Asit provvederà alla spedizione dei tessuti a Ranchi, Non ci pare vero, mi giro un attimo e Gabri estrae entusiasta una cinquantina di rotoloni di cotone colorato per farsi tagliare i campioni. Quasi non ci crediamo, sarebbe fantastic.
Stamane invece importante incontro con mr. Chatterjee, grosso fornitore di Kolkota di tessuti di alta qualità. Il silai centre ha iniziato a ordinare da lui alcuni tessuti. E' stato importante vederci perché abbiamo potuto presentare la nostra associazione e le motivazioni del lavoro del silai centre, ma soprattutto perché con Gabri ha discusso sulle varie possibilità di forniture relativamente alla produzione in atto. Mr Chatterjee si è dimostrato interessato al tipo di nostro produzione fornendo anche suggerimenti per eventuali contatti.
Abbiamo raccolto alcuni campioni e praticamente ordinato del cotone organic, biologico.
Ci è mancato in questi giorni la documentazione su Yatra e sulla sartoria in inglese, dovremmo provvedere.
Ieri il momento forse più commovente. Il doposcuola gestito da Samparc e sostenuto da Shanti a favore dei bimbi dello slum aprirà il 7 agosto.
I lavori sulle classi sono in fase conclusiva e le due stanze non sono più la topaia di 20 giorni fa, Ho parlato con gli insegnati selezionati, Alcuni mi parevano molto contenti della presenza di NGO straniere e delle motivazioni del progetto. Discusso sulla scheda di raccolta dati sociale e sulle schede valutative, saputo che i banchi, materiale didattico,... è stato già acquistato.
E infine incontrato mamme e bimbi, nonostante il tentativo di retorica dell'incontro cercato da Ashit, sguardi, occhi, visi si incrociavano, vivi, vivi. Ora è sicuro per almeno tra anni ci siamo. Bisogna fare una festa e sperare. Progetti Piccoli che ci permettono di esserci.
Vado a salutare il Piccolo rivenditore che mi ha tolto la fame nei giorni di solitaria permanenza a Kolkota. Niente di speciale o particolarmente pittoresco, anzi banale. Un Piccolo rivenditore nella stazione del metrò in cui mi rifugiavo quando non avevo più le forze o la vista per capire cosa potevo mangiare sulla strada. Da dieci giorni non lo vedevo e quando entro mi presenta ad un suo amico dicendo this is a friend, un amico nella metro di Kolkota, sono più tranquillo. Come sempre mi fa sedere nell'unica sedia, un po' ossequioso e un po' spaventato dalla mia stanchezza, mi scalda il fagottino di pollo e mi porge il succo di mango. Cerco di salutarlo e dargli appuntamento per il prossimo anno, non ci capiamo ma non importa.
E grazie anche ai tanti Piccoli strumenti che mi hanno permesso di esserci, come questi sandali che non volevo portare e invece non ho mai cambiato,mai in nessuna strada, nello slum, in Alimuddin street, nella mega-villa dell'avvocato di Mumbai, nei progetti di Ranchi, ad Hazaribag, ovunque, non li ho cambiati mai e mi hanno portato ovunque, fermandosi spesso prima di entrare in una casa, rispettosi dell'intimità dell'incontro, del fermarsi. Loro avevano altri compiti. Sciocchezze? no. Valori di Piccole cose che ringrazio. E con loro ringrazio Dio. Domani mattina, se riesco, fingerò di dimenticarli a casa di Asit, mi aspetteranno.
Kolkota, 30 luglio 2009
in cammino
paolo
In queste ore tre volontari di Yatra sono a Ranchi.
Simona per l'organizzazione generale dei progetti, Tamara per il progetto medico e Piero per il nuovo progetto inglese.
Già ci sarebbe sufficiente lavoro per l'ampliamento dei progetti medico ed educativo, ma questo viaggio è particolarmente significativo perché Simona e c. dovranno cercare di individuare la strada per dar vita a una associazione autonoma per la gestione dei progetti Yatra a iniziare dalla sartoria.
Questa nuova impostazione discussa in questi mesi in stretta collaborazione con la congregazione dei padri dottrinari, dovrebbe, una volta avviata poter dare una maggiore solidità ed elasticità nella gestione dei progetti. In definitiva riuscire a essere più utile al popolo di Ranchi.
I nostri amici dovranno districarsi fra lacci legislativi, diffidenze, disinteresse e incomprensioni, hanno la nostra fiducia, ce la faranno.
Gli abbiamo anche incaricati di rendere operativo il progetto per i disabili della casa di Harmu e di iniziare il nuovo progetto inglese (nuovi insegnanti per la Little school, acquisizione di materiali didattici idonei, corsi per adolescenti e giovani, alfabetizzazione di base per tutti i nostri dipendenti).
Ed evidentemente non potranno trascurare il nostro progetto più impegnativo. quello della sartoria. Ora che siamo riusciti ad entrare ufficialmente nel circuito equo-solidale non possiamo più sbagliare.
Ecco le pagine del loro diario:
Tra il viaggio durato quasi due giorni, il fuso orario e l'inizio degli incontri con i vari collaboratori di Yatra proprio non abbiamo avuto la forza di scrivere prima.
Iniziamo dal viaggio: il volo è stato confortevole, poi c'è stata la lunga sosta all'aeroporto di Dubai, dove ho invano tentato di connettermi per mandarvi qualche notizia, mentre Piero si riprendeva con “Costa Caffè”.
Infine l'arrivo a Calcutta e il viaggio allucinogeno su un piccolo furgoncino pieno di bagagli e … noi in mezzo.
Siamo però giunti a destinazione, nell'appartamento preparatoci da Asit, molto confortevole e accogliente. Dopo pochi convenevoli siamo crollati nei letti pronti ad alzarci freschi e riposati il mattino successivo alle 4.15!!!!!!!
Il viaggio in treno è stato confortevole ma Tamara non ha molto apprezzato il cibo, preferendo i “taralli” di sua mamma.
Così tra un sonnellino e l'altro siamo giunti a Ranchi alle 13.10 puntualissimi e ad attenderci in stazione c'erano Kumudni, Punit, Vijay con delle bellissime ghirlande di fiori.
Salutati ed abbracciati i nostri amici ci siamo immersi nel traffico di Ranchi per arrivare finalmente nelle nostre stanzette a Khoratoli dalle Sorelle della Carità, ma la giornata non era ancora finita, perchè Padre Gian Mario ci ha invitati al CDF per salutarci, così rieccoci in auto, ma alle 9 di sera eravamo già tutti a letto, pronti per successiva giornata.
Kokar 26-10-09
Finalmente troviamo un momento di tranquillità per raccontarvi la nostra avventura!!
Il giorno successivo i bambini della scuola di Kokar Toli ci hanno salutato con canti e fiori profumati... velocemente ci trasferiamo al CDF per incontro con i responsabili del progetto computer con cui ci siamo confrontati sui dati attuali e sulle possibilità future per avviare corsi di computer a livello più avanzato! Segue pranzo e via verso Harmu, la comunità dei Fratelli di Madre Teresa per incontro con la fisioterapista per iniziare il progetto medico in questo posto.
Stupende le “cartoline viventi” che si osservano tra uno spostamento e l'altro. Forse ciò che più colpisce sono i mille modi in cui gli indiani dormono per strada: seduti, sui rikshaw, sui “Tempo”(mezzi pubblici), rannicchiati sui loro banchetti di caramelle e tabacco da masticare, seduti per terra davanti a ceste di verdure.....il tutto in un ambiente assordante di clacson continui e di sole caldo...
Il giorno successivo Simona ed io siamo andate ad una fiera di tessuti con Sister Kumudni e Tara,

mentre Piero ha iniziato con grande entusiasmo i suoi corsi d'inglese. I ragazzi che all'inizio sembravano intimiditi dall'avere un 'teacher bianco', adesso sono molto contenti di fare un po' di conversazione in inglese con lui!! Della scuola una delle cose più colpisce è il rispetto verso gli insegnanti: scattano in piedi appena vedono qualcuno sulla porta ed urlano a gran voce: GOOD MORNING TEACHER!!

Le bimbe raccolgono i capelli con “fiocchettoni” colorati nei modi più diversi, persino chi ha i capelli corti...e poi amano tantissimo farsi fotografare e guardare le foto subito dopo.
Abbiamo incontrato anche il gruppo medico con cui ci siamo piacevolmente confrontati; domenica staremo insieme a Jareya al camp medico.
Le giornate dovrebbero essere di 48 ore per riuscire ad essere puntuali a tutti gli appuntamenti, relazionare i vari incontri, parlare su skype e ogni tanto dormire qualche ora... ma oggi siamo anche riuscite a fare un giro a piedi per la città respirando il ben noto smog di Ranchi!
Tamara, Simona e Piero
Oggi vi racconterò il Camp Medico organizzato a Jareya: “l'allegra brigata”era così composta: Dr. Samir e Dr.ssa Bibha, 3 infermiere, Sister Kumudni, Piero, Punit e il grande e grosso autista Vijay ( senza il quale gli spostamenti non sarebbero possibili), tutti incastrati su una "Tata Jeep" sulla "Tata Road", l'unica strada asfaltata senza buche che unisce Ranchi a Tata, piena di camion grossi multicolor, decorati nei modi più pittoreschi....
Arriviamo a Jareya ed è pronto ad accoglierci il guardiano Nelson che è anche il traduttore ufficiale munda con la popolazione locale. Scendiamo dalla Jeep e ci sono diverse donne con bimbi piccoli che aspettano di essere visitati. Tanti arrivano da paesi lontani perchè i nostri medici sono gli unici che si vedono da quelle parti, sebbene la frequenza sia solo ogni 15 giorni.
Gente povera, poverissima con addosso l'essenziale, i piedi scalzi ed i più piccoli oltre agli occhi neri portano alle caviglie cerchi con i campanelli. Una famiglia non potrò dimenticare: sono arrivati in tre, padre, madre e figlia di 6 anni....non avevano mai visto un medico prima! Si sono fatti visitare i genitori per l'influenza e la bimba per la febbre, ma le è stata riscontrata una patologia che richiede ricovero in ospedale a Ranchi. Vi lascio immaginare la disperazione negli occhi di questi genitori; subito hanno detto di no, poi gli è stato tradotto in dialetto munda che tutte le spese mediche le avremmo sostenute noi e quindi hanno accettato.... Non potrò mai dimenticare gli occhi sperduti, ma nello stesso tempo fiduciosi di questo incontro!!!
Insieme ai medici abbiamo visitato 57 pazienti in due ore.....forse quello che stiamo facendo è poco, ma è già qualcosa rispetto al niente di prima. Si può ancora fare molto, però!!
Complimenti ai medici ed agli infermieri per il buon lavoro che stanno portando avanti con passione!!
Tamara
Oggi 2 novembre si festeggia per i cristiani indiani la commemorazione dei defunti in modo solenne, nell'unico cimitero di Ranchi.
I nostri padri dottrinari hanno concelebrato con l'arcivescovo la messa in hindi: due ore!!
C'erano anche decine di suore di diverse congregazioni, tra cui abbiamo riconosciuto l'inconfondibile saree bianco-azzurro delle suore di Madre Teresa.
Il colpo d'occhio è strabiliante!!
Le tombe sono intonacate di un bianco candido che risalta rispetto alla terra bruna. Ghirlande di fiori arancioni, candele bianche ed incensi decorano ad arte tutte le tombe, quasi a voler continuare i riti della vita quotidiana anche con l'aldilà.
Le famiglie in gruppo siedono attorno alle tombe dei cari spesso al riparo di un parasole, mentre dall'altoparlante si ascoltano canti, musiche e successivamente la messa.
Colori, incensi, luci, volti, suoni che sicuramente ci porteremo a casa!!
Tamara, Simona e Piero
Finalmente, anche se un po' in estremis, sono riuscita a far conoscenza con la mitica “yatra basket team”!!!
Con Punit e Gian Mario abbiamo assistito ad un allenamento della squadra nel campo della Xavier School, che si trova lungo la famosa Purulia Road.
Il coach, che abbiamo scoperto essere un giocatore della squadra nazionale del Jarkhand, è venuto a salutarci, invitandoci a fare due tiri con loro. Così io e Gian Mario abbiamo dato spettacolo con una piccola performance, mentre Punit scattava le “foto prova”!
La nostra squadra ha già partecipato a 4 tornei in Ranchi, i giocatori provengono da tutta la città e sembrano entusiasti.
Bravo Saverio!
Nel frattempo Tamara, tutta rivestita a nuovo dal Silai Centre, si è trovata a dover visitare 9 pazienti fra la aspiranti suore della congregazione di Kumudni. Eccola all'opera mentre cerca di guardare una gola con la luce di un cellulare al posto di una pila.
Il giorno dopo era talmente stanca che ha dovuto farsi provare la glicemia in ambulatorio... non si capiva se lo fosse veramente o... volesse solo mettere alla prova l'infermiera che spaventatissima aveva quasi paura a bucarle il dito!
Simona
"Milk an Chocolate", "bianchi e neri", tutti insieme per lo stesso scopo: aiutare i più bisognosi.
“Milk and Chockolate”, “blacks and whites”, all together with the same mission: help the poor.
Sono stati 12 giorni intensi, pieni di riunioni ma soprattutto di momenti insieme in cui il confronto e la stima reciproca ci hanno permesso di continuare a portare avanti i progetti nonostante le difficoltà.
Il successo più grande di questo viaggio è stato cogliere da parte dei nostri collaboratori indiani la volontà di formare un gruppo locale che inizi a lavorare insieme per seguire i progetti relazionandosi con l'Italia.
We lived 12 full days, with a lot of meetings but first of all the time spent all together, characterised by the mutual comparison and estimation, supported us to continue the projects despite the obstacles.
We really appreciate the will of Yatra’s indian team to create an indian group who will start working about the different projects with the support and the relationship of Yatra’s group in Italy.
Io e Tamara stiamo ormai rientrando in Italia, ma non dimenticheremo l'ospitalità e l'accoglienza quotidiana che ci hanno fatte sentire a casa.
Grazie anche per i vostri sorrisi e l'affetto dimostratoci.
Tamara and I are flying back to Italy, but we will not forget the daily warm and freindly welcome and hospitality, that we feel llike at home.
Thank to your smiles and friendship.
Porteremo con noi gli allegri "ciao" dei bambini che squillavano ad ogni nostro passaggio davanti alle aule e i mille colori dei fiori che più volte ci hanno regalato.
We will take home the joyfull “ciao” from the children in the school and the sparkling colours of flowers that you presented us many times.
Abbiamo salutato Piero che resterà fino al 23 dicembre: FORZA PIERO! Ti mancheremo ma puoi farcela anche senza di noi!!!
We greet Piero, who will live in India until 23rd December: HURRÀ PIERO!!!! We missed you but you can do a good work also without us!!!!
GRAZIE A TUTTI VOI. THANKS TO EVERYBODY
Simona e Tamara
e' calcutta .
e' allimuddin street .
giornata in leggerezza e armonia tra piccole occasioni di tutti i giorni .
la calcutta del quotidiano , dell' entrarci con calma .
piccoli ospiti . ignari , curiosi .
allibiti .
silenzio dell'ordinario caos .
solite e nuove visite in stradine viste finalmente da occhi nuovi ,
e pronti .
e nuove emozioni .
la vucciria , il presepe , lo sporco .
una bella emozione di nuovo e di futuro
dalla pancia di chi sta camminando ora ,
per la prima volta ,
magari con fatica .
da chi stiamo aspettando ,
per iniziare. domani .
inshallah
amore.
da kolkata
angela mariuccia anna paola giovanni barbara
molta paura molte risate .
calcutta riesce a tenerci insieme ancora un giorno .
ma il braccio di angela anela un servizio sanitario .
che sia.
resiste con onore e tenacia .
dopo
circa un'ora di attesa buttata in terra su un pattume non differenziato ad attendere ,
incerta e sofferente ,
un 'assai improbabile ambulanza .
comunque , ovunque si hanno amici e il mezzo di soccorso arriva .
neanche seduti in barella . la domanda .
assicurato ?
bene . primo ospedale privato .
pare hall di hotel ma privo di medici .
secondo , consigliato dal console .
il medico ha cena di compleanno , ma in 2 o 3 ore , arriva .
tralasciando , tralasciando si arriva al gesso
e usciamo .
e si prosegue
dopo una notte di paura .
qualcuno passeggia qualcuno telefona e qualcuno vive il doposcuola .
tutti insieme .
stiamo arrivando a 80 .
nasce progetto per stessa sede ampliata .la sera il tavolo del blu sky è pieno di noi che dobbiamo raccontarci cose diverse .
nove differenze che da tre alberghi diversi vogliono collegarsi.
bene .
è vita
chatterjee
neanche il tempo di organizzare un'entrata in stile shenkeriano .
apro la porta del boss e un maggiordomo colonialista mi dice ,
tenga il telefono, il mio re chatterjee e' il linea e desidera conferire .
(sulla parola conferire non scommetto , ma battito delle ciglia era quello) .
quando la mia famiglia dovra' per punizione consumare 8 km di nylon viola per punizione, vedro' di riprendere gli studi .
lasciato campioni di modelli che vogliamo , studiano (shanti scianti ) la vicenda e prendono l'ordine il 25 o il 26.
in caso di qualche incertezza incontro il re il 6 febbraio e completo ordine per telefono a ranchi .
shanti . ieri .
puja in onore alla dea dell'istruzione .
festa e musica di mezz'ora e riunione di tre.
trattativa conclusa in perfetto stile marocchino .
discusso riga a riga .
infine , approvato .
si risparmia un po' , raddoppiando .
il mio numero indiano 00919674598893 .
bacio
Barbara
E' un po' difficile
raccontare una giornata iniziata con un cane morto per strada , e li' lasciato tutto giorno.
povero cane .
in fondo se ne vedono anche nelle strade di torino.
presto dimenticato .
quando pero' la giornata finisce con un giovane uomo morto ,
nel centro di calcutta ,
dimenticato esattamente quanto quel cane ,
allora girano gia' piu' i coglioni .
non resta che il silenzio .
stiano in pace
barbara
la notte non è molto notte per nessuno . e quando le parole inventate son di troppo le prendiamo in prestito dai libri . a voce alta . consolazioni .
questo è il buio con brevi pause di sonno .
dunque la mattina chiama leggerezza .
trucco , pulizia , ancora risate .ritrovo al bar .
gita .
salt lake .
un po' periferia un po' paesino tranquillo di gente che si conosce , laghetto , passeggiata . ospiti di amici nepalesi con bambini e pranzo ottimo .
la figlia grande impara l' italiano con la grande speranza di riuscire a venire in italia a studiare . occorre pensare come fare .
mahasweta devi
far partire le innocenti e sfortunate compagne senza un incontro pareva una tristezza infinita , dunque , al volo , si è fatto .
per capire che
non si sa se per età o distrazione , mahasweta nulla sa dei nostri incontri primaverili , di yatra non ricorda , né le evoca alcun nome .
non ha ricevuto alcun invito , comunque è disponibile , se il dottore la lascia .
l'impressione è , ti dico di si e poi si vedrà .
un po' vaga , molto sorridente , risponde con cautela e molti silenzi ad una platea (manca solo mariuccia) che ricorda soprattutto una classe di studentelli poco preparata . tra il timido e il profscusinonhostudiato .
l'abbraccio con angela merita il viaggio .
mi chiedo .
se ritornare con un invito e una lettera di yatra . magari una visita più ufficiale e meno numerosa riporta la memoria .
shanti
molto entusiasmo con i nuovi amici . domani festa e riunione con samparc .
sembra tutto fattibile . con la speranza di diventare più grandi insieme .
ma noi siamo qui . ed è facile viverla .
e quando il pezzo di muro che puoi allargare lo vedi , e lo tocchi con chi ti aiuta a rimetterlo su più' grande e con un'altra fila di banchi , la poesia è scontata .
poesia . prosa .
se il vostro vagare pinguinesco e congelato ha poco della rima ,
ben venga .
dateci un parere . e pensiamoci insieme .
calcutta
è infinita . e capirla forse non ha molta importanza .
non ha neanche bisogno di troppe difese , lo sa di essere brutta e non se ne cura.
tanto lo sa di essere viva .
e se ti sbatte in faccia con violenza tutte le vacuità dell'esistenza , poi , in qualche modo ti consola .
e sa diventare piccola e accogliente . anche protettiva .
per darti energia , immersa nell'umiltà di chi a piedi scalzi non ci starebbe a tirare come un mulo .
piedi scalzi non li abbiamo , e muli non siam davvero .
si prova , così . come si riesce .
forza , a chi è partito
lasciati i torinesi ,
salutati i romani , dopo che
shanti – slum
visita in 2 slum , tanti tanti tanti bimbi .
ovvio.
amal mette in scena la piccola farsa genere peron ,iniziando a fare elenco salvati . piccola discussione , d'obbligo occidentale , su reali bisogni e criteri di scelta . poco chiara la visita al secondo slum , sembra più' governato , e sembra che il capo villaggio abbia accesa discussione con ashit ( amal è fuggito ) , il quale poco riferisce . dice solo che lo slum è lontano e necessiterebbe un bus ( a nostre spese ) per portarli .
impressione che non dica il vero .
lo spazio per mettere su un dispensario è li' , necessiterebbero forze superiori alle nostre, e guide più' affidabili del gatto e la volpe
i bulli . banali impressioni .
essere cool a 13 anni ,in uno slum significa dismettere il dhoti , indossare pantaloncini e maglietta , acquisendo così l'autorità di prendere per il culo , di fronte ai visitatori con le mani più' chiare , il coetaneo che si sta facendo la doccia .
tutto normale , dunque . meccanismi uguali in tutto il mondo .
visitatori .
e mani bianche .
così è . banale .
pomeriggio .
visita a mr. smith , vecchietto . per chi puo' intendere , versione anglo-indiana di gino mare .
totalmente sottomesso a una strega .
travestita da capo dell'ospizio . inventa un melodramma lungo mezz'ora su quanto son poco grati 'sti vecchietti che vogliono solo fuggire e farsi i fatti loro .
vietate :
visite . conversazione presidiata da governo stregonesco
regali : sotto controllo e qualcuno girato alla comunità
soldi : mi ha letto nel pensiero e minacciato con gli occhi un fulmine inceneritore.
tra le soluzioni possibili . guerra , difesa , rivoluzione . vigliaccamente ho scelto la fuga , solo mia , s'intende . ma il 6 febbraio ritorno . armata di mariuccia .
segue .
fine della puja con processione della dea dell'istruzione sul carretto . piccola passeggiata fino al gange , buttata dentro la statua della dea e preso addosso l'acqua del fiume per purificarci .
un po' di bimbi , canti nel buio , solita luna storta . viene voglia di una
birra .
così è e i romani son salutati .
a presto
inshallah .
dunque mi trovo in una culla .
l'eroporto .
attesa senza fretta . chissà quando .
coccolata dal passaggio di viaggiatori e da quel senso di speranza e desiderio che ti offre il cartellone delle partenze .
leggerezza di incerti cammini . bacio forte .
barbara
una donna a guwahati .
esce dall'aereo e prova, assediata , a prendere un taxi .
contrattando , sale sull'auto .
il tempo di trovare altri clienti ( paga troppo poco ) , si parte.
guwahati .
un'ora e mezza da incubo .
sganciato taxista troppo partecipe davanti al primo hotel , decisamente caro , mi trovo in una via buia ,ma colma di alberghi a poco costo , malamente rifiutata da ogni reception .
non so veramente cosa sia successo , ma qualcosa di indefettibilmente indiano , senz'altro .
come se non fosse il caso di prendere una straniera sola . un uomo arrivato dopo di me , semplicemente chiede, c'è una stanza ?
e ottiene la preziosa chiave in un momento .
buio , un po' di paura .
quando finalmente ne ottengo una, non solo è alquanto scabrosa ma anche arredata del signore che mi ha portato . chiude la porta , e li si che mi cago .
non ho dubbi che voglia solo dare asilo alla povera orfanella , pare pure mite il sedicente compagno di stanza.
gentilmente , ringraziando ,saluto .
un po' nervosa.
forse meglio cambiare zona e alzare il tono .
two hours later .
alzato .
buon albergo , ottima cena , birra in camera con dolce e sigarette .
ancora una doccia e sembra di sfidare il paradiso .
meglio evitare .
ho fatto pace con guwahati , passeggiando anonima in mezzo alla gente.
a guwahati è il 24 gennaio
morning
beh .
quasi quasi difendo anche il mio tentato compagno di stanza .
non parlava una parola di inglese , e con quello sguardo sincero è molto possibile che volesse solo offrirmi il suo domicilio .
nuova giornata .
ranchi è vicina e vado a studiare .
bacio forte
yesterday is history
tomorrow is mistery
and today is a gift
that's why we call it
present .
bacio .
a presto .
inshallah
al mattino YAREYA .
con kumudni e la dottoressa che va tutti i giovedi .
sembra abbastanza riparato dai danni dei soldati . rimane il bruciato nel prato e tante bottiglie di alcolici in un angolo.
incontriamo i bimbi della scuola , 2 maestre , l'infermiera , ben disposta ma un po' giovane . piccoli accorgimenti da operare (sapone , qualche biscotto ..) . presto fatto .
spiace vedere i bambini della scuola all'ora di pranzo . chi ha, mangia (pochi hanno) , gli altri digiunano .è in costruzione la mensa . per tutti .
il villaggio è sempre dietro al muro alto . ma qualcuno arriva .mamma , papà e bambini , piccoli e denutriti .vanno a casa con qualche vitamina e la stessa inesorabile fame . chissà se erano citati alla rappresentazione in piazza di qualche giorno prima .
SARTORIA
ranchi pare voglia essere città e campagna insieme . due passi e ti giri nel silenzio delle caprette e uccellini , bimbi che giocano a cricket dentro il paesino . un attimo dopo una sister e due pischelle devono raccomandarsi al padreterno per riuscire ad attraversare ed eseguire compiti assegnati .
in sartoria si lavora tanto , siamo bene accolte dalle donne e il sarto .
proprio bell'atmosfera . scalda .
torniamo ogni giorno e vediamo progressi sugli appunti che ci hanno dato .
speranze.
i progetti sono vivi .
e chi li segue , ci crede davvero .
e li difende . se chiede di più' , è con lo spirito di procedere al meglio quello che sta facendo con molta determinazione .
lavorano con belle teste e belle pance. parlano . sarte, punie sanjej kumudni. siamo tutti uniti.
vita di comunità , di preghiera, di lotta e di fiducia.
molta .
a chi ha troppo freddo consigliamo una visita .
calma di un quotidiano operoso .
grazie , a loro.
bacio forte.
barbara , anna
mattino .
un esercito di puntini rossi occupa le vie e si avvicina in ordine sparso .
fratelli soci che si prendono sotto le spalle .
sgambetti , calci ai sassi , cartelle sporche buttate all'angolo in cambio di un ultimo tiro .
entrano a scuola come formichine e rendono i nostri ombelichi materni, spettatori, di un quotidiano , solito .
siamo a casa .
sette bimbe se la ghignano in ginocchio nel cortile , punite .colpevoli di poca preghiera .
abbiamo fatto foto e pernacchie . tentate caramelle di nascosto ma presto scoperte da maestre sorridenti .
circa 250 bambini , sicuramente di uno il compleanno . si festeggi ovunque con tante caramelle .
Harmu .
seconda puntata .
non fermarsi di fronte a non così incisive strette di mano , potrebbe giovare .
deepty inizia . con le sisters in servizio si respira altra atmosfera e brother peter cerca fiducia in nostri collaboratori piu' assidui ( stile casa madre ). spero che con la nostra organizzazione di viaggi potrà nascere qualcosa .
molto bello il teacher . sguardo intelligente , ospite disabile dei brothers . gli hanno fatto la classe per insegnare ai piccoletti poveri del quartiere . tanti .
anni di visite nervose e ci era sempre sfuggito un sapere così caldo .
pensar testate e non darle sempre valido .
prenderne qualcuna ,
e imparare a tastare umilmente la polvere dove io passo e tanti rimangono , probabilmente obbligatorio .
CDF
diplomi a studenti informatici consegnati con gran garbo stile indù .
anche i discorsi di cortesia perdono il folclore occidentale e acquistano serietà , pacatezza e amore riservato .
bella cerimonia . shanti .
ancora tanti orizzonti da raggiungere . paiono vicini e li scopri in fondo ad un mare infinito .
e siamo giunte al convento .
casa di donne che lavorano , sorridono , pregano e pensano al fare .
sembrano non cedere la libertà , ma metterla al servizio .
unico indispensabile approdo sicuro ,un dio che ha dato tutto e chiede molto .
alle donne , soprattutto .
si scherza , ovvio .
si ride , mai a sufficienza .
si fa silenzio .
si aspetta .
domani .
a presto
anna barbara
sono ormai i chapati che Filippo ha preparato nello nostre cene a Ranchi, come 1000 sono i monsonini che abbiamo preso in giro per l'India.
1000 anche le punture di zanzare che corpo umano può sopportare. E anche 1000 sono le volte che Serena si è provata la febbre sperando che la cerimonia magica sconfiggesse il mal di gola.
1000, non continuativi, i secondi a disposizione su internet e ne siamo lieti.
Scrivo qui da solo, i miei magnifici compagni sono in treno verso Varanasi, cerco di distrarmi fra un report e l'altro. Cercando amici su skype.
Ormai a Ranchi da giorni avevamo ripreso il tran tran quotidiano, io la la mulattiera cosparsa di report e schemi, i ragazzi in semi relax a chattare con facebook nei 1000 secondi disponibili, quasi abituati all'India, d'altronde visto Calcutta visto tutto, e forse con un inizio di malinconia.
In questi giorni siamo forse alla conclusione di questo interminabile parto di Yatra-Jharkhand che dovrebbe avvenire giovedì in un clima sereno quasi ineluttabile, un fiume che scorre verso questa foce tranquillo e forse sereno. Io, paranoico di dettagli, tranquillo non sono ma forse il prima passo del nuovo yatra giovedì sarà fatto.
Un esempio di questa calma è la sartoria. A vederla da fuori pare tutto sereno, ordinato, tranquillo, solo chi ogni notte si interroga su come riuscire a mantenerla sa cosa sia gita sotto i sotiili fili di una trama pronta a spezzarsi. Ma la trama c'è diventerà più solida. Venerdì alcune sarte si aggregheranno alla taskforce italiana per incontrare fornitori e distributori. Il sogno è quello di fornire alle sarte gli strumenti per diventare esse stesse manager della cooperativa.
Un po' assuefatti dalla quotidianità rischiamo per qualche minuto di dimenticare un mondo esterno che è in realtà il motivo per cui siamo qui. Ma l'incontro con il giornalista che parla dei ragazzi nella zona di Jadugoda nei pressi della miniera di uranio a cielo aperto, i quattro giorni di sciopero indetto dai naxaliti che hanno bloccato la città l'altra settimana o Punit che sottolinea come nel vicino quartiere mussulmano ci siamo famiglie che vivono in condizioni molto peggiori di quelle che partecipano ai nostri progetti, ci interrogano e forse danno senso al nostro stare qui.
Bisogna insieme, forse non solo sempre gli stessi, ragionarci e ritrovare quello scatto di prima.
Ok, relax finito. Si continua con esame del balance
a presto
Paolo
Bellissimi e intensissimi questi giorni in Megalaya, paese che all'inizio del viaggio non mi diceva niente, ma adesso lo stato del Megalaya mi fa pensare alle persone speciali conosciute qui.
Persone come Mary, Carmo o Pynhoy. Con Mary si è legato subito, simpaticissima e molto molto “friendly”, si è messa subito a ridere e a scherzare con noi.
Al nostro arrivo abbiamo conosciuto alcuni studenti della Bethany school che non erano stati presi dai loro genitori durante le vacanze precedenti il nostro arrivo. La scuola sarebbe ricominciata proprio il 6 luglio.
Tra i bambini pochi avevano il coraggio di stare con noi tranne qualcuno più coraggioso. Tra questi spiccava un bambino cieco di nome Nabanyiao, ottimo cantante, simpatico e sorridente. A lui abbiamo deciso di affidare la collana donata dai bambini e dagli animatori del campo Yatra-Shanti. Questa collana era stata usata al campo, passava via via al collo di chi faceva una favore ad un altro. Questo bambino ci ha fatto compagnia ed è stato tenero con noi, per questo abbiamo deciso di donargli la collana. Secondo me avremmo dovuto donare una collana ad ogni persona che abbiamo conosciuto qui in India, perché tutti si dimostrano più che gentili con noi.
Un'esperienza che mi ha colpito molto è stata quella di andare a trovare le famiglie con figli disabili nelle zone dove Carmo e Pynhoy vogliono creare un nuovo centro simile alla Bethany School.
Ospitati prima a mangiare nella umile casa di Pynhoy e poi a prendere il the a casa del fratello, abbiamo visitato alcune case di queste famiglie. Case di villaggi, case povere. La gente un po' intimorita ci accoglieva. I bambini, vestiti con abiti logori, all'inizio erano un po' diffidenti poi siamo riusciti a farli sorridere e incuriosire facendogli delle foto molto belle.
Ieri a Guwahati non abbiamo fatto molto, A parte vedere un film in Hindi di cui non abbiamo capito molto. Oggi viaggio e piccolo incontro con Sister Ann Francesca che sembra presentarsi come una persona molto speciale. Solo a sentire quello che fa e che ha fatto si può immaginare che tipo di persona sia.
Saluti dall'India.
Davide
Mattoni. 8 luglio
Ultimo giorno in giro, in giro a conoscere e imparare. Domani tour de force verso Ranchi da Kurseong-Darjeeling.
Un po’ di timore, soprattutto di perdersi in piccole discussioni o incomorensioni dimenticando la visione generale e l’importanza di quello che stiamo facendo. Sono sicuro che venendo dall’esterno un visitatore neutro rimarrebbe neravigliato di quello che stiamo facendo, perdonatemi direi entusiasta. Una contenzza che pero’ non si riesce a respirare ultimamente in Yatra, perche’?
Ci perdiamo troppo, a parer mio, dietro piccole questioni e non riusciamo a rialzare lo sguardo come ai primi giorni. Il valore del lavoro quotidiano e’, penso io, enorme. Il mattone non viene visto come pezzo di un importante progetto che stiamo facendo insieme ma come fatica e peso. Vogliamo la casa gia’ fatta subito pronta e in fretta.
Qui da Sr. Ann Francesca nella ‘flame of hope’ impariamo proprio questo. Ci sono le foto dell’inizio dove senza un soldo, senza una congregazione alle spalle, senza nessun FCRA, lei porta i mattoni (veri) per costruire la casa dove accogliere i bambini disabili abbandonati per le strade del Darjeeling.
Ora gli edifici sono due. La casa dove vivono, la famiglia come dice lei, e’ un centro di accoglienza modello, dodici bimbi disabili possono giocare liberi con cinque ragazzi sconosciuti arrivati da 5000 km di distanza, una scuola, due stanze palestra, camere e cucine belle pulite ordinate.
C’e’ un nostro piccolo contributo con un’aula computer con ausili disabili. Qui Ciaciu puo’ comunicare al mondo che lei e’ capace a legere a far di conto a disegnare, anche se non coordina bene i suoi movimenti e il mondo non la vuole ascoltare.
Aakrash anche con un solo dito senza mani e braccia, disegna e usa il pc come un qualunque bimbo di sei anni. Imparano piano, giorno dopo giorno aiutati con pazienza quotidiana da Sandra, una maestra come tante altre, convinta del valore del suo lavoro e della sua collega. Non hanno niente di cui vantarsi ma sono coscienti che ogni giorno in piu’ vuol dire per Ciaciu una risorsa in piu’. Un senso di un cammino.
Umilmente ho anche tentato di spiegare quello che il mio ‘brother in love’ mi ha insegnato sull’utilizzo dei pc per l’apprendimento di bambini con disabilita’, La sister ci ha creduto e abbiamo contattato un informatico per la preparazione di software personalizzato per l’istruzione. Speriamo che anche in Italia qualcuno ci creda.
La sister ha fiducia e ha deciso che puo’ iniziare di nuovo a portare mattoni oer costruire un nuovo centro come questo a Siliguri, in uno slum. Impensabile per noi. Sicuro che riuscira’, domani andremo a vedere il terreno dove nascera’ questo centro.
Con questi sentimenti faremo tappa a Ranchi, sperando che i ragazzi che sono con me, riescano ad adattarsi ai tempi lenti del lavoro costante di tutti i giorni. Anche loro hanno fretta, tanta fretta.
Paolo
In viaggio. India. Luglio 2010
Di nuovo in viaggio, sembra una normalità, una tradizione, quasi un dovere. Non è così, in questi viaggi cambia qualcosa. Sempre. A volte anche drasticamente.
E' pur vero che a Ranchi i progetti, o meglio le attività, continuano regolarmente senza grosse novità apparenti. Ma questa regolarità è un segno importante di costanza e di tenuta del lavoro gestito dalla nostra associazione. Non è poco.
La verifica e la discussione semestrale con tutti gli operatori, le lunghe riunioni trilingue, sembrano stanche routine ma in realtà, a parer mio, sono base e cemento del lavoro quotidiano, sono vicinanza e condivisione. Sono cooperazione.
E' anche vero che non è una novità l'ennesimo tentativo di formare e registrare un gruppo autonomo della gestione dei progetti. Da anni ci stiamo provando, forse ora è la volta buona. Sarà un gruppo che dovrà crescere e maturare ma con una forte rappresentanza dei veri attori sul campo dei progetti e soprattutto con una registrazione ufficiale e un conto corrente. Due paletti importanti per la nuova strada da percorrere.
L'altra novità è quella dei compagni di viaggio che mi accompagnano in questi giorni: Filippo,. Davide, Serena, Giulia ed Eleonora sono tutti giovani, hanno tutti voglia di conoscere e di capire, di stupirsi e di vedere. Senza aver dormito per l'eccitazione del viaggio, hanno voluto conoscere Alimudinn street e sudder street e tutto il centro di Calcutta senza fermarsi neanche a mangiare e a bere. Hanno voluto entrare subito nel cuore di questa città di vita che ci accoglieva con 30° di temperatura e 96% di umidità, che ci accoglieva con il coas e le urla di sempre.
Tutti giovani, così come i bambini e gli animatori che abbiamo incontrato nello splendido campo di Alice. Giovani che vogliono capire, attratti da una possibilità e una visione di vita diversa. Diversa da quella che gli abbiamo saputo offrire noi in occidente. Un entusiasmo e una volontà che supera ogni fatica. Commozione e speranza.
Prima di andare a Ranchi viaggeremo per l'India a visitare i progetti supportati da Shanti a conoscere le diverse realtà e forme di questo nuovo mondo. Sette giorni intensi, strike permettendo, prima della 'tranquillità' di Ranchi. Stateci vicini.
E coni quest anno c'è anche qualcun altro, Elisabetta è volata con noi. Si è volata con noi in India ancora una volta. Purtroppo non la possiamo più vedere, ma oggi mentre percorrevamo le strade del centro era con noi come due anni fa all'Esplanada a capire e protestare con forza contro questa India ingiusta che continua ad arrichire i potenti, Lei era vicino a noi ad affascinarsi e a stupirsi curiosa come al tempio di Kaligat.n Era con noi ad arrabiarsi per le prepotenze e soprattutto a godere dell'amicizia e della convivialità.
Eli, quando saremo qui sarai con noi. Te lo giuro, troppo abbiamo imparato.
Grazie
Domani inizieremo i progetti: doposcuola di Tolingunge: Riunione ufficiale.
Siamo pronti.
Paolo
Purtroppo gli ultimi avvenimenti successi nel nostro viaggio non ci hanno permesso di continuare il nostro racconto di viaggio, eravamo troppo impegnati a cercare di capire e tentare di risolvere una situazione di forte incomprensione con la comunità locale dei Padri Dottrinari in India, il CDF.
Queste incomprensioni e la necessità, l'obbligo!, di continuare le nostre attività di cooperazione in un altro luogo hanno impegnato gli ultimi giorni e le ultime notti della nostra permanenza in India.
Ora sono tornate in Italia anche le nostre sarte, che in pochi giorni sono riuscite a riorganizzare la sartoria in un altro luogo.
Ora possiamo chiudere questa esperienza di luglio e cercare di riflettere su cosa ci ha insegnato.
Penso che anche questi ultimi eventi a Ranchi siano parte delle grandissime lezioni imparate in questo viaggio. Confesso che, prima della partenza, temevo che questo viaggio fosse stato abbastanza routinario e avessi dovuto spendere molto tempo a cercare di far capire ai miei giovani compagni dinamiche che già conoscevo. Che errore! Mai viaggio è stato così denso di emozioni e drammi! This is India, popoli e gente in cammino.
Emozioni e drammi che rimangono, che non scorderemo. Tante.
Sicuramente la più grande è stato l'immediato calarsi di tutti miei giovani compagni nella realtà indiana, la comunanza con chi incontravamo, un'empatia a priori, la capacità di visione e di ascolto, l'attenzione, uno spirito di rispetto che vi assicuro non ho mai riscontrato così totale negli altri viaggi. E ancora più una fiducia nelle proposte fatte che mi ha sinceramente commosso.
Questa attenzione ai giovani, ai giovani di oggi, questo ascolto penso debba insegnarci molto nel nostro cammino. Avevamo finito da poco il campo per bambini e ragazzi sulla mondialità che ci aveva insegnato coem sia necessario proporre, oggi, modi di convivenza solidale e non competitiva. Il camminare insieme ai giovani in India ribadisce ancora di più la necessità di porre ascolto a chi, non domani ma già da oggi, può esserci compagno nella strada dell'incontro e della cooperazione. Non scordiamocelo per il futuro.
Rimane Pynhoi, lei, ipovedente, percorre i sentieri delle Jantia Hills alla ricerca di ragazzi disabili per offrirgli un riscatto. per aiutarli ad avere i diritti di tutti i loro compagni, Pynhoy cammina fra di loro e non nelle comode aule di qualche college ad insegnare cooperazione dove la sua brilante carriera avrebbe potuto avere inizio.
Rimane però un anche un dubbio: questo esempio serve a me, ai miei compagni e chi legge a far capire cosa vuol dire dare senso alla propria vita 'perdendola' per gli altri? 'Perdendola' nei fatti e non a chiacchiere? Serve? Non so.
Rimane Eleonora che vedendo l'India (4o posto nella lista dei paesi per potere d'acquisto) un mese dopo il Camerun (91o posto) dice che la miseria che ha visto in India non è paragonabile alla povertà vista in Camerun. E' un dramma enorme. Un urlo di ingiustizia. Inascoltato.
Osservazioni che abbiamo sentito e a volte fatto noi stessi, ma che in realtà non servono a smuovere niente in questo mondo che rinuncia a chiedere modelli di sviluppo diversi. Risposte che ormai nel nostro stato, purtroppo, sono lasciate solo all'azione violenta dei gruppi naxaliti.
Rimangono i sorrisi di Mr. Carmo, Sr. Ann Francesca, Miss Mary, Sr. Kumudni, Mr. Sonnanth, sorrisi che ci hanno accolti seppur impegnati ogni giorno, ogni ora, a cercare di risolvere le decine di situazioni di sofferenza poste sulla loro strada. Rimangono in profondità quei sorrisi di accoglienza e di tensione insieme. Di serietà.
Così come rimarranno i sorrisi di Rina, Mina, Asit di chi ci ha accolto nella propria casa lavandoci mani e piedi e 'ammazzando il vitello più grasso', non a chiacchiere ma nei fatti, sorrisi di chi ci insegnano ogni volta ad accogliere.
Lezioni speso inutili.
E rimane anche una grande lezione per Yatra. Quello che è successo a Ranchi, sconvolgerà sicuramente il cammino di Yatra. Ci costringerà, se vogliamo continuare nel nostro cammino, a rivedere i punti di base del nostro impegno in India. Una presenza che non potrà più essere solo continuazione di impegni passati presi da altri, ma dovrà essere ancora di più presenza responsabile e vigile.
In Italia stiamo rivedendo il nostro modo di operare per cercare il passaggio dal gruppo di amici ad un'associazione formata da persone con diverse provenienze e cammini personali che condividono obbiettivi e metodi di azione, chiari, ben definiti. Dopo quello che è successo a Ranchi dovremo anche in India essere chiari e ben definiti negli obbiettivi che vogliamo raggiungere, cercando di cooperare con chiunque condivide questi ideali. Non dando mai niente per scontato.
Una lezione che mai ci saremmo sognati di imparare partendo, ma una lezione che definirà ancora meglio il nostro cammino. Il nostro yatra.
Speriamo
a presto
paolo
per leggere le altri parti del racconto: http://www.yatraweb.it/storie/813
E' impressionante questa India, un mondo completamente diverso dal nostro. E' così che mi sento andando in giro: diverso, ma questa diversità è data dalla prima impressione cioè vedere case diverse, lavori diversi, religioni diverse, lingue diverse, MODO DI GUIDARE diverso, modo di organizzarsi e di vivere la vita diverso. Però quando qui vedi le persone lavorare e osservi il loro comportamento riconosci in piccole cose, come l'espressione della faccia o l'impegno nel fare qualcosa, la stessa espressione e lo stesso impegno delle persone che ci vivono intorno in Italia. Diversi ma uguali.
L'India mi sembrava un qualcosa di irraggiungibile e lontanissima, ora che sono qui mi sembra strano, come una sensazione di smarrimento. Gli indiani sono molto ospitali, spesso cercano di avere contatti, forse qualcuno solo per avere soldi ma sicuramente molti altri per amicizia. Tutti i bambini per strada ci salutano con un:”Allo” cioè un:”Hello” indianizzato e ci sorridono.
Oggi è stato molto particolare l'incontro con i bambini all'asilo: erano simpaticissimi. E’ stato difficile parlare con loro, riuscivamo giusto a sapere l'età e il nome, ma e stato bello ridere ed essere in contatto con loro. La nostra presenza ai bambini provocava interesse e tutti anche i più timidi sorridevano, poi portandogli le caramelle abbiamo ricevuto ringraziamenti e sorrisi continui: una specie di festa anche con le mamme.
La gente che conosce papà è veramente molto gentile con noi e le persone ci hanno accolto sempre volentieri. Ieri è stato molto significativo per me l'incontro con Dolly e credo anche per tutti quelli che hanno avuto questa esperienza. Dopo aver cercato un poco la casa nella zona musulmana, una zona molto povera, siamo saliti tra minuscole stanze piene di lavoratori e famiglie povere e siamo arrivati in una piccola stanza che è la sua casa. Parlare in inglese con lei e i suoi due figli non ha prezzo: ci accolto con sorriso, lo stesso che ha tenuto durante tutta la nostra “visita”. Esperienze curiose, toccanti e molto interessanti.
Davide
Due giornate di festa molto utili per preparare i prossimi giorni. Due giorni intensissimi, anche se Paola è riuscita un po' a rilassare i tempi riuscendo anche ad aprire una scuola di yoga presso il centro delle suore di san Vincenzo che ci ospitano.
Stiamo bene, ingrassiamo coccolati amorevolmente dalle sorelle, festeggiando appena possibile.
Caldo e sole fresco, festeggiamo la primavera in un clima simile al nostro fine giugno. Pomodori quasi maturi, Uva matura (ma viene dal nord) papaya in quantità. In India arrivano sempre prima.
Incontrato vecchi amici che 5000 Km di distanza non separano.
Preoccupati e amareggiati per il vento di guerra che di nuovo soffia in Europa, violenza e morte sempre per causa chi non vuole capire e scegliere. Sempre un solo dio che domina.
La novità più importante è che sono riuscito a incontrare il superiore della casa del CDF, Ft. Gregory, parlando per molte ore e cercando di riprendere la collaborazione nel modo più costruttivo possibile. Domani sarò a Kumar per parlare della scuola.
Con padre Binay abbiamo organizzato gli incontri del campo studio sulla non-violenza e pace. Molti stimoli e il tentativo di capire una realtà difficile come quella dell'insurrezione in atto nelle campagne.
Città e campagne due mondi opposti. Ieri Ft. De Brower ci diceva che il progetto di cooperative in città era quasi impossibile da realizzare non essendoci un bene comune.
Paola ha completato l'inventario del magazzino, con Punit abbiamo preparato nuovamente i moduli di rendicontazione, speriamo sia la volta buona.
Un po' preoccupati nonostante Paola continui a instillare fiducia e serenità: stiamo occupati non preoccupati.
Oggi quasi miracolosamente abbiamo completato il bilancio di tutte le attività di Kokar impiegando non più di otto ore. Buon segno
Tempo per discutere tutti insieme e con Paolo, su come consolidare con tranquillità le attività in corso e sostituire chi dovrà lasciarci.
In poche parole pronti a domani quando ricominciamo gli incontri con i progetti avviati e nella speranza di nuovi aiuti e soluzioni. Lentamente.
Domani tutto dedicato alla scuola ma riuscirò anche a incontrare un fisioterapista che cerca di organizzare un gruppo di genitori di ragazzi disabili nella zona della miniera di uranio a Jadugoda nel sud del paese. Molti di voi sanno.
Domani e giorni seguenti Paola sarà in sartoria, io a scuola, prima Kokar e poi Kumar, martedì computer centre e library, mercoledì dispensary.
Ci fermeremo due giorni in più a Ranchi per poter finire meglio il programma impostato. dovrò rinunciare ad andare a vedere i progetti di Shanti in Megalaya e Darjeeling, sigh!.
Martedì incontriamo Maher sperando di aver un contatto per Dastkar.
Ciao
Paolo
ps: ancora piccoli segni, Oggi Holi, la festa di musica e colori. Noi abbiamo partecipato solo alla parte funerea di ieri sera senza immergerci nei canti e nei colori di oggi presi dal troppo lavoro (e dal timore di essere inondati da secchi di vernice). Solo alcuni ragazzi ci hanno dipinto (dry) fronte e mani. Sarebbe bello avere questa voglia di colorare quello che stiamo facendo non solo con piccoli segni sulla fronte ma immergendoci tutti, fino a non riconoscerci.
ps2: ricordo che la data di scadenza per diventare o rimanere socio di Yatra è il 31/03
ps3: ricordo che durante il fine settimana saremo a Milano per Falacosagiusta, chi volesse aiutarci non esiti a contattare csc@yatraweb.it
Pappagalli
Si, siamo a Ranchi, non abbiamo tempo di scrivere presi dalla necessità di programmare tutto per i giorni, sempre pochi, di permanenza.
Questa volta con una difficoltà in più da superare vista la frammentazione delle attività supportate da Yatra adesso, , la sartoria, scuola e dispensario a Kokar, scuola, computer centre, libreria e dispensario a Kumar, Harmu. Prima con un unico riferimento era più facile.
Ma è inutile pensare al passto, oggi è diverso, bisogna dimostrare la capacità di legger gli eventi e la fantasia e l'intelligenza per poter esserne partecipi.
Pesa anche la frammentarietà del supporto dall'Italia.
Comunque questo è e da questo partiamo.
Affiatamento con Paola e Kumudni perfetto, accoglienza della comunità di Kokar, unica, ci lavano i piedi ogni giorno. Clima e cibo perfetti. Piena salute.
Internet e cosette tecniche un po' deficitarie.
Primi due giorni dedicati completamente alla sartoria, riunione fra noi, con le sarte responsabili, assemblea con le sarte, solita via crucis alla ricerca delle stoffe. Riordino magazzino, e organizzazione del lavoro settimanale, dobbiamo finire assolutamente le bomboniere dei neo sposini Yatra.
A parte tutte le quotidiane difficoltà di produzione su cui alacremente sta lavorando Paola, la sartoria è nel complesso serena e molto entusiasta, pochi elementi disturbano questo clima, ma direi è normale, continuiamo a parlare lentamente della strada verso l'autonomia, cercando di capire le aspettative, verso direbbe Costanzo, l'empowerment. La strada è lunga ma ormai è chiaro non si può tornare indietro.
Alcune sembrano capire, molte dubbiose.
Oggi mentre Paola era a riordinare e organizzare sono andato con Paolo a cercare di capire se alcune esperienze di scuole professionali di sartoria presenti nel sud del paese potevano essere utili nel nostro processo si formazione.
Viaggio interessante perchè seppure in mezzo a piante fiorite abbiamo potuto vedere la siccità che avanza. La mancanza di monsoni, e l'insipienza dello sfruttamento del terreno stanno iniziando a causare danni gravissimi ai contadini, costretti, per fame, a spostarsi. La siccità imminente forse spaventa di più dei naxaliti.
Non abbiamo trovato presso i monfortiani l'aiuto sperato in quanto la loro scuola si limita a insegnare a cucire e tagliare ma non fornisce nessuna formazione nel management.
La scuola comunque è organizzata molto bene soprattutto nell'accompagnamento all'apertura di nuove attività con una specie di microcredito a favore degli studenti diplomati.
Molto molto interessante invece l'incontro con Padre Debrower anziano padre gesuita belga da 50 anni impegnato nel lavoro con gli adivasi dei villaggi, padre morale e intellettuale di tutto il progetto.
Gli abbiamo parlato con franchezza dell'attività della sartoria e lui con altrettanta franchezza ci ha detto che le modalità di attuazione sono vecchie di trent'anni e destinate prima o poi al fallimento. L'unico modo per sperare nel futuro della sartoria e quello di affidare completamente la responsabilità alle donne. Un ulteriore spunto di riflessione.
Da domani tre giorni di Holi fiest, la festa dei colori. Difficile uscire di casa senza essere lavati da secchi di vernice, ci proveremo. http://en.wikipedia.org/wiki/Holi.
Difficoltà tecniche impediscono la pubblicazine di foto ma Padre Paolo, qua sotto ve ne elargisce quotidianamente.
A presto
papà Paolo
ps: alla prima riunione in sartoria si è presentato un pappagallo verde, forse voleva stimolarci a cercare nuove strade non ripetizioni di soliti triti e ritriti atteggiamenti, accogliamo il suo invito-
ps2: ricordo che la data di scadenza per diventare o rimanere socio di Yatra è il 31/03
ps3: ricorso di inviare le candidature per il direttivo a info@wavelab.it
ps4: scusate errori e refusi, ma occhi ora tarda e luce non permettono facili editing
ranchi 26 marzo
Bene! Quasi al termine di questa mia nuova esperienza Indiana,indubbiamente da mettere nel book dei ricordi.
La grande difficolta’ di connetterci in Internet mi ha impedito di comunicare piu spesso con voi, cosa che mi sarebbe stata di grande aiuto.
Moltissimi I dubbi e l’incompetenza iniziale…ora leggermente superati.
Ho finito l’inventario del magazzino,ma vorro’ certamente rivedere con voi codici e messa in atto del nuovo completissimo excel program preparato da Paolo, dove dovranno venire registrati tutti gli utilizzi delle stoffe da ora in avanti.
E’ indubbio che il lavoro piu’ grosso e’ stato ottenere che venissero terminate le silk bomboniere (che ora sono 300) e gli infiniti cover books (che ad oggi sono 130) ma saranno terminati per il 2 aprile.
Le bomboniere bianche sono 250…quasi…vedranno se riusciranno a portarle a 300. +50
Tutto cio’ ha in parte penalizzato I prototipi. Abbiamo ottenuto che oggi,sabato,lavorassero fino alle 17.
E domani verranno 4 ricamatrici a fare un po’ di straordinario….
Cio’ che e’ stato fatto dei prototipi verra’ con noi in italia, il resto spedito con bomboniere ecc…….sempre che da Ema si trovi la seta idonea.
Paolo lavora come un matto,con tutte le sue scimmie in testa e…francamente non so come faccia ancora a stare in piedi e ad essere cosi allegro e spiritoso…ogni tanto e’ vero che il suo spirito si inacidisce un po’…ma io ho fatto buona scuola….
Siamo stati l’altro ieri a Gumla,sempre alla ricerca di tessuti strepitosi. Su varie indicazioni ( anche di Heidi) siamo stati dai Gesuiti,abbiamo visto il loro laboratorio Usciti molto felici di aver trovato una seta appetitosa …che e’ poi invece stata definita oggi da Tara semisilk….
Invece molto piu interessante il training center di Sitara una Ngo gestita dalle suore di di Sant’Anna,telai modernissimi , pulizia e gentilezza e un bellissimo cotone che vi porteremo a vedere.
Prima eravamo stati a Simdega, dove Sister Kumudni ha il suo sogno segreto :un grande terreno vicino ad una scuola gia’ esistente,perso nel nulla…dove lei sogna un dispensario e la direzione della scuola….Vedremo….. la provvidenza a volte aiuta!
Domani grande festa di nuova professione nel pomeriggio…Sister Kumudni attivissima nelle preparazione e poi ,la sera, tutti a Calcutta by night…in sette,dove Paolo dovra’ capire come mai Ema non ha ancora spedito il pacco! E’ cosi…avete capito bene…non e’ ancora stato spedito!
Domani Paolo dovra’ affrontare anche questo problema delle spedizioni…direi piuttosto serio!
Ora siamo qui…sono le 11 e Kumudni,Punit ed io siamo tutte prede notturne del nostro efficientissimo Paolo…domani e’ un altro giorno!
Paola
Cinque giorni che non ci sentiamo, come si diceva, dovevamo ballare e abbiamo ballato a lungo.
A kumartoli presso il CDF abbiamo ripreso I contatti. Riprendere I contatti vuol dire tentare di riorganizzare il lavoro della sciuola soprattiutto ponendo maggiore attenzione a quelle famiglie che non possono pagarsi neanche I libri di scuola, limitando il piu` possible la dispersione scolastica (enorme quanto l`alcolismo), limitando il lavoro minorile sfruttato o no che sia.
Riprendere I contatti vuol dire riprendre I corsi di inglese, forse tentando di far diventare il progetto anche un progetto autofinanziato.
Il clima in saroria e` stato descritto ottimamente da Paola, che parla in inglese con le sarte hindi, con tutte. Vi ricordate di Sara? Uguale. Noi parliamo, ci dicono tutti di si`, contenti noi contente loro, ma cosa abbiano capito resta un mistero.
Ieri sono stato ad Harmu, la casa dei disabili gestita dai fratelli di Madre Teresa. Le sensazioni sono sempre le stesse, una rassegnazione mista a rabbia. Sono venuti con me alcuni membri della neonata Yatra -Jharkhand che si sono nuovamente resi disponiobili a trovare contatti e a collaborare con Kumudni per trovare soluzioni alle lacune dei nostril progetti. Forse anche il campo dei ragazzi MEG e il campo disabilita` di Shanti potranno dare un impuso decisive verso un tentativo di inzio della terapia occupazionale, terapia che trovo fondamentale per `occupare` le giornate degli ospiti.
Abbiamo ripreso I contatti con Heidi, la fashion designer svizzera, con tantissima esperienza dei tessuti di qualita` a Ranchi, nuove collaborazioni che forse saranno fruttuose.
Sono riuscito anche a contattare guidato dall`onniconoscente Binay Glaxo Dumdum, Stam Swami e il leader di Ekta Parishad, uno dei piu` important movimenti nonviolenti indiani. Ho cercato di raccogliere informazioni sul difficle conflitto in atto nella regione. Ne parleremo l`8 aprile. Ma soprattutto abbiamo imbastito una griglia per il campo studio del Sereno Regis di settembre.
A prposito del campo studio, ho presentato a molti il libro frutto del nostro campo studio di tre anni fa, Sembrera` strano ma Biany mi diceva che un`an`lisi cosi`, di basse sulla realta` adivasi non e` facile da trovare nenanchje a Ranchi.
Un ulteriore commento sul nostro lavoro, apprezzato sempre pu` da altri che da noi stessi.
Mi dicono che a Milano le vendite e I nuovi contatti vanno benissimo. Bene. Riferiremo alle sarte domani.
Spesso viviamo un po` la frustrazione della non realizzazione dei nostri progetti e dell`eccessivo carico di report che chiediamo per capire e migliorare la situazione, alcuni moment invece ci hanno riportato alla realta`. L`incontro con il genitore responsabile di un`associazione di mille famiglie di bimbi disabili a Jadugoda e soprattutto la visita in una sperduta landa dopo Semdega, 25 km senza un dispensario, dove il parrocco alla nostra domanda su come fanno a curarsi I malati nella zona risponde sinespressivo `muoiono`.
Comunque… pensando… rimaniamo allegri e ricolmi di affetto dei nostril amici che ci invitano a cenare con loro, legami che danno realta` ai nostril ideali.
Prima con Paola ridevamo dell`espressione che assume mr. Topno quando cerco di instaure un diualogo con lui, Al mio broken English, turn off the face and remain paralyzed for 1 mnute. Terrorizzato. Ma lui parla peggio di me. Tanti episodi che ci cerchiamo per combattere con il sorriso le avversita`. Questo ci insegna la gente adivasi. Impariamo.
Ho dimenticato tante cose, ma relazionero` al ritorno, domani vado a villaggio per il camp, Paola … all`ashram. Poi festa per la nuova professione e partenza del gruppone all`assalto di Calcuta, EMa Sasa per … cercare fabrics, of course!
A presto
Paolo